Uno dei tre Gelsi d’oro alla carriera di quest’anno è quello che è stato assegnato sabato 25 Aprile all’iconico Koji Yakusho, nello specifico il premio gli è stato consegnato dal regista Wim Wenders che è volato espressamente ad Udine per consegnargli il gelso d’oro. Classe 1956, Koji Yakusho è uno degli attori giapponesi più apprezzati a livello nazionale e mondiale, con oltre quarant’anni di film e di carriera alle spalle ha collaborato con registi ed attori da quasi ogni angolo del mondo. A lui è stata dedicata una delle due retrospettive del Far East Film Festival di quest’anno e tra i film proposti ho avuto modo di visionare in sala vi è il celebre Perfect Days che è stato proiettato dopo la premiazione proprio la sera di sabato 25 Aprile ed il film The woodsman and the rain che è stato proiettato al cinema Visionario domenica 26 Aprile.
Perfect Days è un capolavoro, fin dalla sua uscita nel 2023 si è imposto a livello mondiale tanto da far vincere il premio come migliore interpretazione maschile a Yakusho al festival di Cannes e a venire candidato successivamente agli Oscar come miglior film straniero lo stesso anno. La storia è quella di Hirayama, un uomo semplice che vive ogni giorno con meraviglia e ritualità in una Tokyo che è in costante movimento. Il progetto era inizialmente nato per essere un documentario sui bagni di Tokyo, del quartiere di Shibuya nello specifico ed invece è diventato la storia di Hirayama, capace nella sua semplicità di colpire e di fornire moltissimi spunti di riflessione.
Wim Wenders arriva di corsa a Udine, la sua apparizione è veloce e fugace ma coglie nel segno; vuole essere un tributo e un ringraziamento alla figura di Yakusho che si dimostra visibilmente emozionato nel ricevere il premio e non manca di ringraziare tutti in sala, dagli addetti ai lavori, alla sua famiglia ed amici per arrivare al pubblico che l’ha sempre sostenuto e supportato.
The woodsman and the rain è stato una sorpresa. Racconta la storia di un boscaiolo sessantenne (interpretato da Koji Yakusho) che si trova coinvolto nella realizzazione di un film sugli zombie con un timido ed insicuro regista. Yakusho riesce a dimostrare ancora una volta la sua grande versatilità e bravura nel cambiare registro e genere cinematografico. Il film è una commedia che fa riflettere su diversi temi, tra i quali spicca quello della comprensione, del ricalcolare un qualcosa che magari inizialmente ci sembra negativo o futile, come il cinema per il boscaiolo, per poi comprendere come ci sia dell’altro dietro e per il finire ad appassionarvici.
Nel pomeriggio del 25 Aprile, riesco ad ottenere cinque minuti con l’iconico attore per fargli qualche domanda sulla sua carriera e sulle sue passioni. Yakusho è seduto su un divanetto verde con un elegante camicia nera. Ci presentiamo in Giapponese e già dai primi convenevoli ho la conferma di quello che già avevo percepito vedendo i suoi film e vedendolo fugacemente la sera di inaugurazione del Festival, mi trovo davanti ad una persona di una grande profondità, un artista di quelli con la A maiuscola.
L’intervista
- Questa sera riceverà il Gelso d’oro alla carriera. Volevo chiederle se tra i ruoli che ha interpretato ne ha tre che sente più rappresentativi del suo percorso cinematografico.
Che domanda complicata che mi fa … (ride e sta un attimo in silenzio) perché poi alla fine mi dispiace per quelli che non vengono citati i e per i registi che non vengono selezionati. Comunque, se dovessi proprio farlo direi senza dubbio “Perfect Days” che verrà presentato qui questa sera assieme a Wim Wenders che ringrazio molto. Poi, che verrà sempre presentato qui , in Giappone è conosciuto come “Subarashiki Sekai” ( sta parlando di “Under the open sky” ) e “Cure”. Ti dico questi anche perché sono stati i film che sono stati maggiormente amati in tutto il mondo durante la mia carriera finora. Se però potessi aggiungerne anche un quarto sarebbe “Shall we dance”.
- Ha avuto esperienze di doppiaggio specialmente con Mamuru Hosoda, pensiamo al recente “Scarlet” dove doppia il personaggio di Claudius. Volevo capire come si approccia al lavoro di doppiaggio rispetto al lavoro di recitazione.
Innanzitutto devo dire che io sono un grandissimo fan di Mamoru Hosoda, quindi sono stato felice di lavorarci assieme in più occasioni e sono sempre molto felice di poter partecipare ad una sua produzione. Per quanto concerne il mio modo di approcciarmi al doppiaggio, non essendo propriamente un doppiatore non ho quella tecnica. Quindi mi approccio a questo lavoro dove so che sarà diverso perché non si vedrà il mio volto e il mio corpo; però mentre lavoro, la mia postura e la mia voce rimangono quelle di un attore.
- Il cinema è spesso specchio delle tensioni tra paesi. Mi chiedevo se il cinema può essere un ponte per cercare di alleviare o di comprendere e superare queste tensioni.
Io voglio credere che il cinema abbia la forza di alleviare queste tensioni. Il cinema, il film può farti percepire quello che è il dolore che ha percepito un’altra persona. La percezione del dolore delle altre persone può aiutare il tuo cuore e il tuo spirito a crescere e questo voglio credere possa portare alla pace.
- In Perfect Days, Hirayama è un uomo di molte passioni, è legato alla fotografia, è legato alla lettura, alla musica degli anni ’70 da Patti Smith a Lou Reed … Mi chiedevo se ha una di queste passioni al di fuori della musica.
(Sorride) In realtà ho una passione che possiamo definire simile a quella di Hirayama cioè quella di coltivare delle piante un po’ simil bonsai. Questo partendo da zero.
- Dopo quarant’anni di carriera, cosa la spinge maggiormente in questo lavoro?
Posso dire solo il fatto di voler diventare ancora, ancora, ancora più bravo a recitare.
Messua Mazzetto
VIDEO
https://youtube.com/shorts/_V9GZn5nycQ?is=MQTOZmqKJ5LcGXWJ



Pecore sotto copertura
We are all strangers
Night King
5 centimeters per second