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Durante l’82 mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia vi è una sezione particolare, Venice immersive, dedicata al mondo della realtà virtuale e non solo. Durante la giornata di anteprima stampa ho avuto modo di testare alcune delle esperienze che vengono proposte per quest’occasione. Qui ve ne elenco alcune tra quelle che mi hanno colpita maggiormente per vari aspetti.

BLACK CATS & CHEQUERED FLAGS

Questo lavoro è di Elisabetta Rotolo e Siobhan McDonnel, si tratta di un’installazione, VR e realtà mista dalla durata di circa 20 minuti. Inizialmente si parte in gruppo (4 persone alla volta) dopo aver indossato una tuta bianca da addetto ai lavori si viene teletrasportati in una dimensione altra dove si diventa parte di un team per svolgere un pit/stop durante una gara automobilistica. Durante il pit stop viene cronometrato il tempo del team, poi vi sono filmati,piccole attività da svolgere e ci si può muovere nello spazio. La storia che ci viene raccontata è quella di Alberto Ascari, un grande pilota italiano di Formula uno, che vanta ad oggi molti record e rimane nella leggenda del panorama automobilistico. La storia di Alberto viene impreziosita dalle testimonianze dell’epoca e da quella della figlia che ne racconta le gesta e le superstizioni dell’uomo (a quello fa riferimento il titolo di quest’opera). Un’esperienza variegata che trasporta l’osservatore nel mondo delle corse e invoglia a rimanerci dentro ed approfondirlo.

JEONYEOK 8SI WA GOUANGI (8 pm and the cat)

Si tratta di un lavoro del coreano Minhyuk Che dalla durata di circa 15 minuti. La tematica è quella del lutto e prende spunto da fatti di cronaca della corea. Siamo nella stanza di un artista (il filmato è un Vr dove l’osservatore rimane seduto) e vediamo le sue giornate passare nell’attesa di una donna; nel mentre il personaggio disegna e osserva il suo gatto che si muove per lo studio. Solo alla fine comprenderemo che la sua amata non arriverà ma si tratterà di un’attesa infinita. Straziante ma pregno di poesia.

COSTANTINOPOLIAD

Operadi Sister Sylvester e Nadah El Shazly si tratta un’installazione immersiva dalla durata di 55 minuti. Qui il visore non si utilizza a differenza delle altre esperienze. Si tratta di un lavoro sonoro dove si utilizzano delle cuffie e dove all’interno dell’installazione si viene accompagnati ad una lettura partecipativa (l’esperienza si svolge a coppie). Il tutto deriva da uno spettacolo teatrale che avevano fatto le due autrici, in questo caso da reading live diventa un reading registrato che però tiene la sua origine di performance perchè da fruire appunto in coppia.

 

SUBMERGED

Submerged è un lavoro dalla durata di 17 minuti realizzato da Edward Berger per Apple. Qui il punto di forza sta nei particolari e nei dettagli. Siamo all’interno di un sottomarino americano durante il periodo della seconda guerra mondiale e veniamo attaccati. Seguiremo poi tutto il processo di evacuazione dello stesso, vedremo la tensione nei volti dei marinai, le gocce di sudore sulla loro fronte e ci sembrerà letteralmente di essere anche noi lì assieme a loro, a scappare da quello che potenzialmente potrebbe diventare un sarcofago sottomarino.

THE CLOUDS ARE TWO THOUSAND METERS UP

L’esperienza che ha vinto quest’edizione di Venice Immersive, una realtà virtuale dove lo spettatore può muoversi in libertà. L’esperienza ideata da Singing Chen dura circa un ora ed è a tratti sorprendente, in alcuni punti non nego di aver dovuto toccare le pareti reali della stanza per mantenere un appiglio con il mondo reale da quanto l’esperienza arrivava ad assorbirmi. Una storia che mescola leggende, realtà, lutto, gioie e misticismo. Un viaggio che mostra quanto l’uomo abbia legami radicati con la natura e di come a volte assorbiti dal quotidiano ci dimentichiamo di noi stessi come persone, a volte basta poco, anche passeggiare in un bosco per riprendere le nostre radici più profonde. Il tutto viene impreziosito dalla cultura e dalle leggende orientali che sono parte integrante di quest’opera.

Messua Mazzetto

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