(di Giulio Perrotta) Point Pleasant (Virginia Occidentale, U.S.A.). Probabilmente una delle testimonianze oculari più complete (anche se sul livello di attendibilità ci sarebbe da discutere per anni). La storia narra che la sera del 15 novembre 1966, due coppie di giovani ragazzi stavano percorrendo sulla stessa macchina la strada provinciale, verso casa. All’altezza di una fabbrica abbandonata di tritolo, videro due intense luci rosse, molto simili a due faretti. Non capendo cosa fossero, decisero di accostarono e scendere dalla macchina e controllare di presenza.
Le due luci rosse erano, a testimonianza dei giovani, dei giganteschi occhi di una creatura dalle fattezze umanoidi, alta oltre due metri senza collo e ricoperta da una peluria grigia, con ali simili a quelle di pipistrello strette lungo quella che doveva essere la schiena. Terrorizzati, fuggirono in macchina verso il centro abitato, ma con sorpresa, l’essere spiccò il volo, inseguendoli. Riuscì a planare sul tettuccio della macchina, con i suoi 4 metri di apertura alare e una velocità di viaggio non inferiore ai 160 Km/h! Arrivati però al centro abitato, la creatura, decise di tornarsene nel buoi della notte. Scioccati, corsero dallo Sceriffo a raccontare tutto, sicuri che sarebbero stati creduti, in quanto erano conosciuti nella cittadini come bravi ragazzi.La notizia non tardò a fare il giro dello Stato e l’essere venne ribattezzato “Mothman”, ovvero l’Uomo Falena. Poco dopo, nella tranquilla cittadina, arrivarono anonime macchine nere dentro le quali c’erano degli agenti del Governo, i famosi “Man in Black”.
Ma non è tutto.
Tra il 1966 e il 1967 si contarono oltre 100 avvistamenti di questa entità. Dopo il Dicembre 1967 scomparve fino al 1986, a Chernobyl in Ucraina, pochi giorni prima della catastrofe nucleare del 26 Aprile. Ancora, una testimonianza documentata da fotografie lo raffigura volteggiare intorno a un grattacielo: era l’11 settembre del 2001, durante il crollo delle Torri Gemelle di New York.
Non si conosce la sua vera natura ma si suppone che sia un presagio di sventura, che si presenta nei pressi o qualche tempo prima di una catastrofe naturale o artificiale, in qualche modo per avvisare o preannunciarla.
Questa è la versione ufficiale. Gli studiosi e gli scettici che hanno condotto ricerche sull’argomento, sono invece sicuri che si tratti di una particolare specie di gufo o allocco barrato, nonostante le sbalorditive dimensioni e la velocità di viaggio.
Le testimonianze sono fumose e spesso poco attendibili e l’assenza di materiale credibile da visionare porterebbe alla conclusione che la creatura in esame non è altro che un mito della credenza popolare.


Garlasco e il coraggio del dubbio
Jeremy Bentham e la morale della felicità
La dottrina morale di Seneca: un percorso attraverso le Lettere a Lucilio
Paradoxa Filosofia: quando i classici tornano a essere leggibili