(di Jessica Sabatelli) Si chiama Xiaoping Ren e dichiara di essere “pronto” a uno degli interventi più complessi e discussi mai pensati: il trapianto di testa sugli esseri umani.
Più che di “trapianto di testa”, sarebbe più scientificamente corretto parlare di “trapianto totale di corpo”: un’incredibile soluzione per coloro che necessiterebbero di un “corpo nuovo” per sopravvivere o per migliorare la qualità della loro vita.
Quando pensiamo ai possibili candidati ideali, i favoriti sono senza dubbio coloro che soffrono di gravi disabilità fisiche, ai quali gioverebbe enormemente un intervento del genere, che rappresenterebbe una sorta di “seconda nascita”.
Il Dott. Xiaoping Ren, un chirurgo ortopedico cinese della Harbin Medical University, ritiene di essere pronto ad affrontare un così quasi “fantascientifico” intervento: a una persona paralizzata o affetta da gravi distrofie muscolari, potrebbe essere fornito il corpo di un donatore morto, (dal collo in giù) che sarebbe riattaccato alla testa del paziente.
Incredibilmente, il principale sostenitore di questo intervento sembra essere un neurochirurgo italiano, Sergio Canavero, che collabora con Ren e che ha steso, insieme a lui, un articolo per richiamare l’attenzione della comunità scientifica sull’effettiva applicabilità del progetto.
Questo “pressing” per la realizzazione dell’intervento, ha scatenato molte polemiche da parte proprio della comunità scientifica: l’operazione è rischiosa, non vi sono dati circa una sperimentazione ed è eticamente controversa per l’enorme rischio di vita per il paziente.
Questa particolare collaborazione, però, potrebbe trovare risposta nel fatto che la Cina risulta essere un paese dove le restrizioni etiche sono molto minori rispetto a molte altre nazioni: questo importante particolare potrebbe portare all’effettiva applicazione di questo pericoloso progetto.
Ma, come potrebbe svolgersi l’intervento?
Le “voci” attuali parlano dell’importanza di preservare il cervello, raffreddandolo, in attesa di ricollegare vasi sanguigni, muscoli e monitorare la reazione immunitaria.
Molti scienziati affermano, però, che non sia ancora possibile connettere le fibre nervose del midollo spinale, mentre Canavero, Ren e un gruppo di chirurghi russi hanno già in mente un preciso protocollo da eseguire per l’operazione: l’uso di uno speciale bisturi per recidere in modo netto e preciso le fibre del midollo, e l’utilizzo di glicole polietilenico, una sorta di “colla” che faciliterebbe la ricrescita neuronale.
<< Sarebbe come voler riattaccare un cavo telefonico sottomarino usando la colla >> dichiara Abraham Shaked, professore di chirurgia dei trapianti all’Università della Pennsylvania, al New York Times. E insieme a lui, moltissimi grandi esperti chirurghi hanno fortissimi dubbi sulla fattibilità dell’intervento proposto da Canavero e Ren.
Quello che sappiamo è che una persona ha dichiarato al mondo di essere disponibile a sottoporsi all’operazione: si chiama Valery Spiridov e sembra che già dal 2015 abbia comunicato la sua importante scelta.
Come finirà? Credo che lo scopriremo molto presto…


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