o-BLOOD-TEST-facebook(di Jessica Sabatelli) Un nuovo test del sangue può verificare se ci sono rischi di sviluppare il cancro al seno, con larghissimo anticipo rispetto agli standard tradizionali.

Ma, come funziona questa nuova analisi?

In pratica, viene rilevato nel sangue il DNA tumorale: nei pazienti che sono ai primi stadi della malattia, questo scongiura il rischio di recidiva, come confermato dai risultati delle ricerche, pubblicati su Science Translational Medicine. 

Per anni, il cancro al seno è stato un durissimo e invincibile nemico, per i ricercatori, i dottori e i pazienti. E’, inoltre, una delle principali cause di morte nelle donne malate di cancri, mentre in quelle poche che riescono a mandarlo in remissione, il rischio di ricadute è incredibilmente alto.

La realtà è che (come per quasi tutte le forme di cancro) prima si riesce a diagnosticare la malattia e più le possibilità di ridurre e sconfiggere il cancro sono alte. Il fatto che un test del sangue riesca a creare questa possibilità, potrebbe significare la salvezza per milioni di persone.

Abbiamo dimostrato come un semplice esame del sangue abbia il potenziale di predire accuratamente quali pazienti subiranno una ricaduta, molto prima di quanto accade oggi”, afferma il responsabile della ricerca, il Dr. Nicholas Turner, dell’Institute of Cancer Research di Londra.

Per effettuare lo studio, i ricercatori hanno prelevato campioni di tumore e di sangue a 55 pazienti affetti da carcinoma mammario al primo stadio, tutti già stati sottoposti a chemioterapia e chirurgia. Successivamente hanno classificato le mutazioni trovate nei tessuti affetti dal tumore, scoprendo che: il DNA modificato viene rilasciato dal tumore nella circolazione sanguigna, perciò, può essere facilmente identificato con un prelievo del sangue.

I test sono stati ripetuti ogni 6 mesi, per 2 anni. Nel corso di quegli anni, 15 donne hanno avuto una recidiva e, incredibilmente, gli esami ne avevano già annunciate 12. Tutti questi risultati sono stati riscontrati 8 mesi prima della diagnosi!

Purtroppo, questa ricerca non è ancora sufficiente per essere introdotta ufficialmente all’interno dei programmi di terapia dei malati; essendo stata la sua durata di soli 2 anni, è perciò scientificamente non comprovabile.

Come il capo-esecutore del progetto, Paul Workman, afferma: “Studi come questi ci dimostrano come il cancro riesca ad eludere i trattamenti, e attraverso le conoscenze acquisite possiamo creare i nuovi farmaci del futuro”.

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