Ieri sera è arrivata la tanto attesa fumata bianca dalla sede del Conclave che ha determinato la scelta dei Cardinali riuniti al voto per la determina del nuovo Papa.

Lo scrutinio ha visto eletto l’italoargentino Jorge Mario Bergoglio, il cardinale gesuita che ha deciso di adottare il nome Francesco, in devozione all’omonimo Santo Patrono d’Italia proveniente da Assisi.

Classe 1936 è stato eletto da 115 Cardinali riuniti nella Cappella Sistina, ed è il 266esimo successore di Pietro a sostituzione di Benedetto XVI, rinunciatario al Pontificato dal 28 febbraio.

Nato da una famiglia di origini piemontesi, e quarto di cinque figli, in gioventù sostiene gli studi di perito chimico, lavorando per qualche anno e avendo anche una fidanzata.

Qualche anno più tardi arriva la vocazione ed iniziano gli studi presso il seminario di Villa Devoto (a Buenos Aires) fino al 1958, anno nel quale comincia il noviziato nella Compagnia di Gesù trascorrendo un periodo in Cile per poi ritornare in patria per ultimare la laurea in filosofia.

Nel 1969 viene ordinato sacerdote dall’Arcivescovo di Cordoba R.J. Castellano e dopo la nomina a superiore provinciale dell’Argentina acquisisce il titolo di Rettore della facoltà di teologia e filosofia di San Miguel.

Nel 1979 fa parte della commissione del Consiglio Episcopale Latinoamericano opponendosi fermamente alla teologia della liberazione, sostenendo che la cultura locale debba scontrarsi con la propria tradizione religiosa e culturale.

Nel 1992, dopo aver terminato gli studi ed il dottorato in Germania ed essere stato poi direttore spirituale della Chiesa della Compagnia di Gesù a Cordoba, viene prima nominato Vescovo ausiliare di Buenos Aires da Giovanni Paolo II e poi consacrato per l’episcopato dal cardinale Quarracino.

Dopo esser diventato arcivescovo coadiutore e primate d’Argentina (a seguito della morte dello stesso Quarracino n.d.r.), in occasione del concistoro di Giovanni Paolo II per la nomina di 42 nuovi cardinali, viene nominato cardinale.

Tra i titoli che ha conseguentemente acquisito spiccano quello di Capo della Conferenza Episcopale Argentina, Consigliere della Pontificia Commissione per l’America Latina, gran cancelliere e presidente della commissione episcopale dell’Università Cattolica Argentina, membro della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, membro della Congregazione per il Clero, membro della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, membro del comitato di presidenza del Pontificio Consiglio per la Famiglia e membro del consiglio post sinodale.

Partecipa al Conclave del 2005 che vide poi l’elezione di Benedetto XVI, risultando il secondo cardinale ad aver ricevuto più voti.

Papa Francesco, appena eletto Pontefice e acclamato a gran voce dalla gente, ha iniziato il suo nuovo incarico ecclesiastico accompagnato dal seguente discorso pubblico: «Fratelli e sorelle, buonasera! Voi sapete che il dovere del conclave era di dare un vescovo a Roma. Sembra che i miei fratelli cardinali siano andati a prenderlo quasi alla fine del mondo, ma siamo qui. Vi ringrazio dell’accoglienza. La comunità diocesana di Roma ha il suo vescovo: grazie! E prima di tutto, vorrei fare una preghiera per il nostro vescovo emerito, Benedetto XVI. Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca.»

Dopo aver affettuosamente salutato i fedeli presenti in Piazza San Pietro, ha recitato un Padre Nostro, un’Ave Maria ed un Gloria al Padre.

Matteo Venturini

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