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L’album Tradizione Elettrica nasce dalla collaborazione tra due musicisti già affermati: alla voce Luca Faggella, istrionico artista toscano con all’attivo 8 album ma anche una lunga serie di spettacoli teatrali. Alla chitarra invece troviamo Giorgio Baldi, noto per essere produttore e storico chitarrista (live e in studio) di Max Gazzè. Ma tra le collaborazioni di Baldi va anche ricordato il lavoro con  Raf per gli album “Ouch” e “Passeggeri distratti” oltre che la realizzazione di numerose colonne sonore e la pubblicazione di 3 album strumentali a supporto di cataloghi d’arte contemporanea.

La collaborazione tra i due musicisti aveva gioà prodotto l’album Ghisola di Faggella alcuni anni fa ma ecco il nuovo progetto, Tradizione Elettrica.

Il nuovo album si compone di 10 pezzi suddivisi in 2 parti, la tracklist comprende:

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01. L’Attore È Vivo
02. Quattro Giorni Quattro
03. Tradizione Elettrica
04. Vipere
05. King Wah

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06. Nelle Acque Del Porto
07. Montecristo
08. Catarsi Perdita Offerta
09. Olimpia
10. Va

Molto ricco il reparto “collaborazioni” all’interno del disco. Ovviamente Baldi attinge alle sue “vecchie conoscenze” e così non sorprende trovare Max Gazzé (al basso in “Vipere” e nella traccia-titolo) e Cristiano Micalizzi alla batterie in Vipere.  Altri ospiti del CD sono ai cori Bianca “Jorona” Giovannini), Stan Ridgway e Pietra Wexton in “Olimpia” assieme a Rhò, Pit Capasso e il sorprendente cameo di Gimmi Santucci (autore dei testi di Gazzé) per la prima volta al canto. Per il resto Tradizione Elettrica è tutto parole, musica e strumenti del duo Faggella-Baldi, tolta la batteria affidata ad un ispirato Yussef Stalingrado.

Già dal nome del disco si capisce come al centro di tutto ci sia la chitarra a 6 corde, che diventa l’elemento centrale dell’intero lavoro, prendendo come punto di riferimento i lavori di colonne della new wave britannico come Joy Division e Bauhaus, ma strizzando anche l’occhio al postpunk americano. Soprattutto la prima parte del disco (interno) è particolarmente aggressiva e ricca di suoni graffianti. Si intuisce l’influenza o per lo meno il percorso comune di Baldi e Gazzè proprio nei brani dove appare il cantautore romano: ma se Vipere riporta le sonorità del Gazzè aggressivo e “arrabbiato” di inizio carriera (come nell’album Contro Un’Onda Del Mare), Tradizione Elettrica è meno aggressiva e più intimista. Se il 50% della bontà del disco si deve alle corde di Baldi, l’altra metà è opera del particolare timbro vocale di Faggella che richiama artisti come Lou Reed e Morrisey da un parte e gli italiani Tenco e Fausto Rossi dall’altra. Se le tracce summenzionate sono il meglio della prima parte (il refrain della title track poi è particolarmente ipnotico ed entra uìsubito in testa) la seconda si segnala per suoni più dark e melanconici con brani come Nelle Acque Del Porto e Catarsi Perdita Offerta. Ma a sorpresa  a chiudere l’album arriva una cover:  Va è di Piero Ciampi, il cantautore livornese che da tanto tempo è nel repertorio di Luca Faggella.

L’intreccio tra musica e arte che accumuna i due musicisti si nota anche nella copertina del disco, che riporta il quadro “Titor” di Paolo Guido emblema di questo viaggio nel tempo di 38 minuti tra le musiche dagli anni ’70 ad oggi che è,Tradizione elettrica.

Ottimo esempio di contaminazione tra indie-rock e musica d’autore all’italiana, Tradizione Elettrica è un piccolo gioiello, curato da due piccoli geni della scne indie italian, che merita di essere scoperto ed ascoltato.

Giudizio: 7/10

Da scaricare: Tradizione Elettrica e Vipere

Andrea Dasso

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