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Di nuovo fermo. Ma stavolta accanto alla Sicilia ci sarà anche la Calabria. O per dirla altrimenti, accanto all’Aias (Associazione imprese autotrasportatori siciliani) ci sarà anche l’Aitc (Associazione imprese trasportatori calabresi) e altre associazioni delle regioni meridionali.

Il calendario della manifestazione è prevista dal 24 al 28 novembre prossimi. Le ragioni della protesta sono tante e tutte rimaste inascoltate. Nel Sud ci sono 15 mila imprese costrette alla chiusura o all’indebitamento.  L’autotrasporto è un settore allo sbando, dichiarano gli operatori meridionali, siamo privi di una seria legge sull’antitrust, stritolati dal caro-assicurazioni e costretti a subire angherie da parte di tutti, committenti compresi. L’unica possibilità per far sentire la propria voce è la protesta. per questo lo stop rischia di provocare forti danni economici a queste due regioni.

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