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C’è sempre più Star Trek in televisione. La quantità di nuove serie ambientate nel fantascientifico universo creato da Gene Roddenberry nel lontano 1966 non accenna a diminuire. In questi anni diverse nuove avventure sono approdate sul piccolo schermo grazie a serie televisive o prodotti di animazione, rendendo quanto mai prolifico e sviluppato quella che ormai è diventata la saga più articolata e complessa di sempre. Se solo poche settimane fa abbiamo potuto mettere nella nostra cineteca la seconda stagione di Picard, ora è la volta della quarta di Discovery.

Dopo che nella terza stagione l’astronave capitanata da Michael Burnham era finita di quasi un millennio nel futuro, dopo che aveva dovuto prodigarsi per risolvere il mistero del grande fuoco, l’evento che più di un secolo prima aveva fatto esplodere tutto il dilitio presente nelle navi interstellari portando la Flotta Stellare praticamente a scomparire e la Federazione a essere un’ombra di sé stessa nel tentativo di non svanire del tutto, anche a causa della difficoltà a reperire il combustibile necessario per intraprendere i viaggi a curvatura, ora la Discovery è chiamata a contribuire per portare sempre più mondi nell’alleanza, così da ripristinare non solo un governo stabile ma anche un periodo di pace e sviluppo basato sui solidi principi etici che hanno sempre contraddistinto la politica dei Pianeti Uniti.

Se gli sforzi diplomatici sono più che evidenti, un improvviso pericolo minaccia l’intera galassia, senza distinzione alcuna. Una sconosciuta anomalia cosmica compare dal nulla mettendo in evidenza la propria forza devastante che è in grado di distruggere in un solo attimo interi pianeti. L’aspetto più peculiare è che questo vero e proprio mostro dell’universo è in grado di cambiare repentinamente traiettoria e di saltare nello spazio anche a migliaia di anni luce di distanza. Come può un corpo naturale avere un simile comportamento e, se si trattasse di un oggetto artificiale, chi e perché lo ha costruito?

Nel corso degli eventi sarà possibile imbattersi non solo nell’avventura e nell’azione tipica di Discovery ma anche in temi delicati che meritano un approfondimento attento e scrupoloso. A partire dalla questione dell’intelligenza artificiale capace di evolversi e svilupparsi indipendentemente, tanto da essere capace di riscrivere i propri codici di programmazione, fino al delicato tema della xenolinguistica, cioè come fare a comunicare con un popolo di cui si ignora tutto e con cui non ci sono elementi di contatto biologici o culturali. Se la nave di Burnham è chiamata a spingersi là dove nessun uomo è mai giunto prima, dando vita a un nuovo tipo di esplorazione, ricalcando quel motto che accompagna la saga sin dagli anni sessanta del secolo scorso, questa quarta stagione offre spunti interessanti anche se in certi casi difficili da gestire.

Avvincente nella trama, capace di incollare lo spettatore davanti al televisore, l’edizione metallica che la Paramount offre sul mercato italiano si compone di alcuni blu-ray che contengono non solamente i tredici episodi che compongono tutta la stagione, ma anche le diverse scene tagliate, episodio per episodio, ed alcuni approfondimenti, oltre che errori e gag.

Titolo: Star Trek Discovery – Stagione 4

Distributore: Plaion

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