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cartomSappiamo che oggi gli appassionati di cartomanzia e divinazione hanno a disposizione molti strumenti per poter provare a interpretare il proprio passato e ‘leggere’ ciò che il futuro potrebbe riservare.

Fenomeno recente e di crescente diffusione è quello dei tarocchi online, sistema basato su strumenti sul Web in grado di fornire un responso immediato, spesso gratuito. Un esempio di questo tipo di siti è rappresentato da TarocchidiOggi.com, che ospita applicazioni basate sull’interpretazione degli Arcani Maggiori tramandata nella storia, con sezioni dedicate alle varie tipologie di cartomanzia, come ad esempio quella attinente ai tarocchi dell’amore.

Ma come e dove è nato, di fatto, l’uso dei tarocchi? A chi e a quali eventi è possibile ricondurre la nascita dell’affascinante mondo della cartomanzia e della lettura delle carte?

L’origine della cartomanzia come mezzo di divinazione è ancora incerto e non ben precisato. Secondo alcune fonti infatti gli antichi egizi  avrebbero utilizzato per primi un sistema combinato di carte ed astrologia per effettuare premonizioni sul futuro.

Uno dei più fervidi sostenitori di questa tesi fu il famoso esoterista Jean Baptiste Alliette, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Etteilla, che scrisse in diverse opere tra cui “Manière de se récréer avec le jeu de cartes nommées tarots” e “Le monde Primitif” di aver riscontrato in un antico libro egizio una prima descrizione dell’antica pratica della cartomanzia. Questa veniva praticata con l’ausilio di 78 sottilissime foglie d’oro, utilizzate al posto delle moderne carte, sui quali venivano apposti particolari simboli e geroglifici.

Anche lo scrittore Antoine Court de Gebelin sosteneva questa ipotesi, affermando che i tarocchi basavano le proprie origini su un antico libro sacro scritto dai preti egizi e portato in Europa dalle popolazioni zingare. Sebbene questa versione venne aspramente criticata e storicamente smentita nel corso degli anni successivi per la presenza di numerose imprecisioni, le opere di Antoine Court de Gebelin ebbero una notevole influenza e contribuirono ad accrescere la popolarità di questa ipotesi.

Altri autori ritengono invece che i primi ad aver introdotto la disciplina della cartomanzia fossero stati le antiche popolazioni cinesi. Nel XII secolo era diffusa infatti una particolare variante del Domino, che ai tempi veniva considerato come vero e proprio strumento per la chiaroveggenza più che come il gioco che è stato tramandato ai giorni nostri.

Qualunque sia la loro origine,i simboli e geroglifici utilizzati inizialmente nelle carte dei tarocchi vennero sostituiti progressivamente con figure maggiormente evocative ed attuali. Furono in questo modo introdotte le figure del Bagatto, del Carro, dell’Eremita, dell’imperatore e dell’imperatrice e così via, diffondendosi in particolar modo in Spagna, Francia e Germania. Questa diffusione venne però fortemente contrastata dalla Chiesa cattolica per la presenza di figure considerate ai limiti della blasfemia, tra cui la Morte, il Diavolo, e la figura del Papa attribuita ad una figura femminile, la Papessa, contribuendo a conferire alle carte dei tarocchi un’apparenza esoterica ed antireligiosa.

Anche per questo motivo, furono introdotte diverse varianti delle carte dei tarocchi, in alcune delle quali non comparivano le figure considerate maggiormente offensive. Tra le più importanti si ricordano i tarocchi del Mantegna, risalenti al 1450 circa, i tarocchi di Marsiglia, particolarmente diffusi intorno al 1751, ed i tarocchi italiani. Comparando i diversi mazzi risalenti ad epoche differenti, è interessante osservare l’evoluzione di alcune illustrazioni in contemporanea con le tradizioni e la cultura del tempo. La moderna versione dell’eremita con la lanterna ad esempio era rappresentata in altri tempi come una clessidra o come gli dei Saturno e Chronos, detentori del tempo.

Sebbene la divinazione sia stata praticata nel corso degli anni con moltissime diverse varianti di carte, alcune versioni sono ritenute più influenti nello sviluppo del moderno concetto di cartomanzia.

Particolarmente importanti furono i cosiddetti “Joch de nayps moreschs” risalenti presumibilmente intorno al 1414 e conservati attualmente presso l'”Instituto Municipal de Historia” di Barcellona. Più che delle vere e proprie carte si tratta di diversi blocchi di legno ognuno contenente diverse figure e, in cima ad esse, un corto aforisma in rima che aveva lo scopo di predire la fortuna di chi ne effettuava la consultazione attraverso il cosiddetto “Juego de Naypes” (Gioco di Carte)

Un secolo dopo, intorno al 1500 circa, si diffuse nelle regioni germaniche il metodo di cartomanzia per mezzo dei “Libri di Lot” altrimenti conosciuti come i “Libri della sorte“. Sebbene esistessero diversi metodi per interpretare le “Sorti” ed ottenere risposte sul proprio futuro, la più accreditata sembra trarre le proprie origini dall’epoca medievale: la consultazione, privilegio riservato esclusivamente a pochi eletti ed assolutamente proibito ai più, doveva seguire una vera e propria preparazione spirituale che includeva il raccogliersi in preghiera in uno stretto digiuno della durata di tre giorni.

Simile nel metodo di consultazione ma di origine completamente diversa è l’opera di Francesco Marcolino da Forlì, importante editore e tipografo italiano del XVI secolo. Il suo “Il Giardino dei Pensieri“, che consisteva in un libro ed un mazzo composto da 36 carte, getta le basi del concetto di cartomanzia così come inteso ai giorni nostri. Il consultante dopo aver scelto una domanda presente in un’apposita sezione del libro sceglie in modo casuale due carte dal mazzo che rimandano alla pagina in cui sarebbe presente la risposta al proprio quesito.

 Più recente ma non meno influente nella storia della cartomanzia è l’opera di Julia Orsini “Le Grand Etteilla, ou l’art de tirer les cartes” (Parigi, 1838) tramite la quale l’autrice si propone di fornire un’interpretazione definitiva delle carte di Etteilla.

Alla fine del diciannovesimo secolo si diffusero infine versioni più moderne di tarocchi e strumenti di cartomanzia, tra cui le carte Kipper del 1873, i tarocchi zingari e quelli della sibilla.

Quello della cartomanzia e dei tarocchi è insomma un universo decisamente affascinante, che affonda le sue radici in un lontano passato, fatto di misteri e di simboli tramandati di generazione in generazione.

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