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enitarantoblackoutIn seguito a un black out nella raffineria ENI di Taranto, forse a causa di un fulmine, un grosso quantitativo di prodotto è stato sversato in mare. Lo rende noto Peacelink che descrive la situazione:

Fumi neri stanno salendo verso il cielo, Riteniamo che la raffineria dell’Eni non sia adeguatamente controllata dal Ministero dell’Ambiente e dai suoi organi tecnici.

Non e’ pensabile che un blocco dell’energia elettrica possa avere conseguenze cosi’ gravi e provocare un contraccolpo come questo, suscitando apprensione e legittima preoccupazione fra la popolazione.

Da quanto ci risulta, parlando con l’Arpa – non sarebbero attive le centraline perimetrali previste dall’Aia dell’Eni e che quelle esistenti non sarebbero collegate telematicamente con l’Arpa.

In questo momento l’Arpa non e’ in grado dai propri uffici di sapere quanto le centraline Eni stanno misurando in tempo reale.
Eni e Arpa non sono collegate fra loro via Internet e i dati di inquinamento Eni sono off-line. Mancata connessione telematica delle centraline!

Purtroppo si registra uno sversamento in mare: e’ accertato da canale A dell’Eni. Si vede materiale grigiastro semiraffinato in acqua. Aria irrespirabile per le imbarcazioni che si avvicinano, Capitaneria di porto mobilitata.

La chiazza ora si e’ ridotta ed e’ di 300-400 mq di sostanza da aspirare. Prima era molto piu’ ampia. Il vento l’ha compattata e spinta verso riva, senza disperderla. Con 60-70 metri di panne oleoassorbenti riescono a contenerla.

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