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friday 13(di Sara Passante) In Italia sono in molti a credere nelle superstizioni e nelle credenze popolari. Già diffusissime nel passato, si sono tramandate fino ad oggi ma non tutti hanno bene in mente quale sia la loro origine e il loro significato. Cerchiamo di fare chiarezza sulle superstizioni più diffuse.

Una delle superstizioni più in ‘voga’ in Italia è quella del gatto nero che porta sfortuna quando taglia la strada. Questa credenza risale al Medioevo quando il gatto era associato al male e al demonio. Questa credenza era dovuta anche alla predisposizione del gatto alla vita notturna e alla loro capacità di vedere al buio. Secondo la credenza, per scongiurare la sfortuna bisogna fare tre passi indietro o aspettare che passi un’altra persona prima di noi.

Aprire un ombrello in casa attira la sfortuna e la miseria per la famiglia. Questa credenza è da ricollegare alla memoria del baldacchino che veniva messo sulla testa del prete quando portava l’estrema unzione e anche al fatto che spesso in passato si teneva l’ombrello aperto in casa quando c’erano perdite di acqua dai tetti.

La paura di transitare sotto ad una scala risale anch’essa al Medioevo. Infatti la scala appoggiata ad un muro formava un triangolo, simbolo della Trinità. Passandoci sotto si violava questa Trinità. L’origine di questa superstizione si può ritrovare in diverse religioni, ma anche in ambito militare poiché coloro che difendevano i castelli, nel Medioevo, versavano olio e pece ardente su coloro che provavano ad assediare il castello.

Un’altra credenza molto diffusa e quella che associa la rottura di uno specchio a sette anni di sfortuna. Si pensa che probabilmente questa superstizione sia legata al valore simbolico di questo oggetto. Infatti sin dall’antichità lo specchio è considerato magico, i romani pensavano che permettesse di vedere ciò che accadeva anche nelle parti più remote dell’impero. I sette anni di sfortuna probabilmente derivano dalla credenza , sempre per i romani, che la vita dell’uomo di rinnovasse ogni sette anni.

E come non parlare di numeri e di giorni del calendario. Infatti da sempre si pensa che i numeri 13 e il 17, soprattutto in Italia quest’ultimo, portino sfortuna soprattutto se questi capitino di venerdì. Per quanto riguarda il numero 13, l’origine del collegamento del giorno sfortunato risale a circa settecento anni fa. Nel 1307 infatti Filippo IV re di Francia, ordinò l’arresto dei Templari e la confisca dei loro beni che avvenne proprio di venerdì 13. La sfortuna collegata al numero 17 risale invece ai romani i quali scrivevano sulle tombe la parola ‘VIXI’, ovvero ‘vissi’, e anagrammando questa parola diventa ‘XVII’, ovvero 17. Successivamente nacque la storia che ‘Vixi’ fosse il cane del Diavolo.

Sempre più gente da credito a queste ed altre superstizioni, come il maloccio, l’olio e il sale, o il toccare ferro o i genitali per allontanare la sfortuna. Vere o no continueranno a fare parte delle credenze del nostro paese.

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