Il lavoro da remoto, meglio noto come smart working, è una modalità di lavoro già nota da tempo per vari settori e in diversi Paesi, ma in Italia è soprattutto dopo le restrizioni legate alla pandemia di Covid-19, che si è largamente diffuso. 

Prima di questo periodo, il lavoro da remoto era qualcosa di legato esclusivamente ad aziende di grandi dimensioni o alle multinazionali, mentre con i periodi di quarantena anche le piccole aziende hanno dovuto cambiare le proprie abitudini per permettere ai dipendenti di continuare a lavorare dalle loro abitazioni. 

Indubbiamente, ci sono tanti vantaggi nello smart working, ma come ogni cosa ha anche i suoi aspetti negativi, che consistono soprattutto in dei rischi per la salute fisica e mentale

In particolare, uno dei danni maggiori si ha nei confronti della vista: infatti, numerosi sono gli studi che attestano un legame diretto tra l’esposizione prolungata al Pc e problemi quali: mal di testa, stanchezza oculare, sfocatura o perdita di nitidezza delle immagini lungo i bordi, considerati più sensibili rispetto alle aree centrali, e sintomi di secchezza oculare: puoi trovare maggiori informazioni su grandvision.it noto portale che offre le migliori soluzioni visive a prezzi vantaggiosi.

Ma andiamo per gradi, parlando innanzitutto dello smart working in generale e dei cambiamenti positivi che apporta nelle vite dei lavoratori. 

Smart working: il segreto del successo 

Ciò che ha favorito l’ascesa del lavoro da remoto è l’assenza di vincoli di orario o di spazio, ovvero il dipendente può svolgere le mansioni che gli sono state assegnate quando e dove vuole, rispettando le scadenze. 

Lo smart working ha quindi anche il vantaggio di essere basato su degli accordi sugli obiettivi da raggiungere, stabiliti direttamente tra lavoratore e datore di lavoro

Inoltre, spesso l’azienda fornisce ai propri dipendenti la strumentazione necessaria per lavorare da remoto, come pc portatili o smartphone

Dunque, lo smart working vuole essere un modo di lavorare che aiuta le persone a conciliare lavoro e vita privata e garantisce un incremento della produttività, senza rinunciare ad una parità di trattamento economico con chi lavora in modo tradizionale, garantendo quindi anche una forma di tutela per la malattia e gli infortuni.

Ma come abbiamo anticipato, grazie alle maggiori informazioni su grandvision.it, sappiamo che oltre agli innegabili vantaggi, lo smart working può comportare dei seri rischi per la salute dei lavoratori

Smart working: i danni alla vista

I pericoli maggiori potrebbero derivare da un tempo di connessione troppo prolungato, da un abbattimento dei confini tra vita privata e lavoro e dallo stress causato dall’utilizzo di dispositivi tecnologici. 

A difesa di ciò è intervenuta persino l’Unione Europea, chiedendo delle direttive specifiche per lo smart working, per regolare i confini tra lavoro da remoto e privacy e il diritto alla disconnessione.

Tra gli svantaggi più evidenti, il primo e quello più preoccupante è senza dubbio lo sforzo al quale gli occhi vengono sottoposti dopo svariate ore davanti agli schermi dei dispositivi elettronici che comporta bruciore, rossore agli occhi e in alcuni casi anche un aggravamento di pregresse patologie.

Per sapere come proteggere i tuoi occhi potrai trovare maggiori informazioni su grandvision.it e consigli utili come non solo fare delle pause occasionali ogni tot ore passate davanti allo schermo, ma soprattutto indossare degli occhiali anti luce blu utili specialmente se si lavora fino a tarda notte, in modo da evitare ulteriori danni dovuti all’intensa luminosità, che provoca uno sforzo superiore a quello che il nostro occhio sopporta naturalmente durante le ore diurne.

Una vista affaticata potrebbe comportare anche altri danni quali vertigini, occhi irritati, mal di testa cronico, oltre a comportare un rischio anche per la salute mentale, che può essere messa a dura prova a seguito di un lavoro da remoto eccessivo e senza un’organizzazione adeguata. 

Oltre a questo, l’isolamento (che è una conseguenza diretta del lavoro da casa) potrebbe avere un impatto negativo su alcune persone, andando ad inficiare anche i rapporti personali.

Alcune aziende potrebbero approfittare della distanza e utilizzarla come scusa per calpestare il diritto alla privacy dei dipendenti, controllandoli tramite software appositi oppure pretendendo collaborazione al di fuori delle ore previste

Proprio a questo rischio dello smart working si collega il diritto fondamentale di ogni lavoratore da remoto, ovvero il diritto alla disconnessione

Nessun dipendente deve infatti sentirsi tenuto a rispondere a e-mail, messaggi o chiamate al di fuori dell’orario di lavoro, anche se le aziende potrebbero aspettarselo con la scusa che tanto il dipendente è a casa e quindi ha tempo di farlo sempre. 

Niente di più sbagliato e se la tua azienda ha un atteggiamento simile nei tuoi confronti devi sapere che sta sbagliando, poiché senza una netta distinzione tra orari di lavoro e tempo libero si rischiano grossi pericoli per la salute, come l’ansia e la depressione.

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