(di Jessica Sabatelli) Il DOC (Disturbo Ossessivo-Compulsivo) è una condizione psichiatrica che si manifesta in moltissime forme, ma che principalmente ha una sintomatologia costituita da pensieri ossessivi associati a compulsioni (pensieri ricorrenti che costringono l’individuo ad eseguire particolari azioni o “rituali”) che tentano di annientare l’ossessione.
Moltissime persone ne soffrono, più di quanto possiamo immaginare, in forme più o meno gravi – innocue o davvero esasperanti per la vita del soggetto. Per esempio, evitare di calpestare le fughe del pavimento (o al contrario farlo sempre) può costituire uno dei sintomi caratteristici del DOC.
Coloro i quali soffrono di questo disturbo vengono perseguitati da pensieri, dubbi, immagini ricorrenti e persistenti che vengono percepite come invasive e inappropriate: elementi di disturbo che possono essere neutralizzati solo attraverso un’azione precisa (compulsione) che può essere di qualsiasi natura.
Le persone ossessivo-compulsive sono perfettamente consapevoli del fatto che tutti questi elementi invasivi sono frutto della loro mente e questo è un importante segno che distingue il DOC dalla, per esempio, schizofrenia (nella quale i soggetti credono che ciò che percepiscono sia reale).
Una nuova ricerca suggerisce che il DOC possa essere mediato da un unico recettore cerebrale, che potrebbe portare alla creazione di farmaci ad hoc per il trattamento del disturbo. Lo studio è stato pubblicato, sulla rivista Biological Psychiatry, da un team di ricercatori guidato da neuroscienziati provenienti dalla Duke University.
La pubblicazione descrive l’esperimento condotto su dei topi allevati senza il gene chiamato Sapap3 – che svolge un ruolo nella formazione di sinapsi tra le cellule cerebrali – che hanno sviluppato una tendenza a pulirsi eccessivamente, a mostrare ansia e a comportarsi in maniera ossessiva. Questi atteggiamenti dei roditori hanno portato i ricercatori a ipotizzare che Sapap3 potesse essere il gene responsabile del DOC, negli esseri umani.
Il team di studiosi ha scoperto che, rispetto ai topi normali, quelli che senza Sapap3 tendevano ad essere nervosi e iperattivi, il che sembrerebbe spiegare perché fossero così inclini a ripetere le stesse azioni più e più volte. Analizzando più da vicino l’attività neuronale dei roditori, il team di studiosi ha scoperto che un particolare recettore, chiamato mGluR5, era continuamente attivo nel cervello dei roditori ossessivo-compulsivi.
Sulla base di questa scoperta, i ricercatori hanno iniettato a un topo con il DOC una sostanza chimica capace di disattivare i recettori mGluR5: incredibilmente, dopo pochi minuti, il comportamento ossessivo-compulsivo del roditore è scomparso.
<< La reversibilità dei sintomi è stata immediata – nel giro di un minuto >>, ha spiegato il coautore Nicole Calakos in un comunicato.
Anche se i ricercatori non sanno ancora perché la mancanza del gene Sapap3 provochi gli effetti che abbiamo visto e come il farmaco inibitore dei recettori mGluR5 agisca sugli esseri umani, speriamo di avere presto delle risposte dai prossimi esperimenti e soprattutto di sapere che effetti avranno su coloro che sono affetti da DOC.


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