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Sta diventando un vero e proprio caso letterario quello di “Roma. Le origini del mito“, nuovo libro di Giuliano Conconi, avvocato ed esperto in diritto e storia romana, edito dalla casa editrice Primiceri Editore di Padova.

Il volume, infatti, previsto in uscita il 21 aprile in tutte le librerie fisiche e online, è già andato esaurito nelle sole due settimane di prevendita, balzando al primo posto dei testi più prenotati su Amazon.

Ma niente panico. E’ già pronta la seconda ristampa che in pochi giorni verrà distribuita per soddisfare le numerose prenotazioni che stanno giungendo da tutta Italia.

Successo più che meritato quello di Giuliano Conconi, già autore per la stessa casa editrice di due edizioni del “Compendio di istituzioni di diritto romano“, uno dei manuali più utilizzati dagli studenti universitari per il ripasso della materia.

L’autore, che presenterà ufficialmente la sua opera il 18 maggio al Salone del Libro di Torino (ore 10.30, sala Avorio), questa volta è entrato a Roma, non più da tecnico del diritto, ma con gli occhi dello studioso e, al tempo stesso, del curioso affascinato dal mito che la capitale italiana con la sua storia è da sempre in grado di evocare.

L’opera, infatti, inserita nella collana “Biblioteca Storica“, ripercorre sette secoli di storie antiche e dimenticate, tra luoghi cancellati dalle mappe, condottieri, assassini, spie, eroi, gesta esemplari, cercando sempre, grazie all’uso delle fonti antiche, di sviscerare le leggende per ritrovare le storie che hanno portato l’Urbe prima alla fondazione, poi al dominio dell’intero Latium Vetus.

Un viaggio in un tempo dimenticato, mille anni prima dell’impero, degli spettacoli del Colosseo, delle gesta di Cesare e degli scritti di Cicerone.

Molte sono le domande cui si è cercato di dare risposta: come nasce il popolo dei Latini? Che rapporto esiste tra Enea, Alba Longa e Roma? Come si salvano Romolo e Remo dall’annegamento nel Tevere? Quanti cittadini conta Roma il suo primo giorno? Perché Romolo uccide Remo? Come e perché avviene il ratto delle Sabine? Come mai esiste il mito della ninfa Egeria, “amante” divina di Numa Pompilio? Tullo Ostilio viene davvero incenerito da un fulmine? Cosa si nasconde dietro il successo di Tarquinio Prisco? Come può Servio Tullio da schiavo diventare re? Quali vicende e quali personaggi portano alla cacciata di Tarquinio il Superbo e alla nascita della repubblica?

L’incipit dell’opera è la versione romanzata di un verso di Omero: Poseidone sottrae Enea dal colpo mortale che, da lì a pochi istanti, Achille gli avrebbe inferto. La vicenda è narrata nel ventesimo canto dell’Iliade, quando Roma non è altro che una remota e oscura profezia.

Caduta Troia, Enea fugge con il proprio seguito per approdare a Laurentum.

L’alleanza con re Latino e con i suoi Aborigeni, le guerre con Turno re dei Rutuli e con Mezenzio re di Cere, portano alla creazione del popolo dei Latini e alla nascita prima di Lavinium e poi, morto Enea, di Alba Longa.

Il figlioletto dell’eroe troiano, Ascanio è solo il primo della gloriosa dinastia dei Silvi, che regnano per trecento anni.

Di alcuni di questi è rimasta un’impresa o una connotazione, di altri solo un nome: Tiberino Silvio, colui che con il suo sacrificio in battaglia cambia il nome del fiume Albula in Tevere, Alladio (o Romolo) Silvio, il tiranno ucciso dagli dèi, Capeto Silvio, Capi, e altri ancora sino ad arrivare a Proca e ai suoi discendenti, Numitore e Amulio.

Dall’usurpazione del trono da parte di Amulio si sviluppano le vicende dei figli di Numitore, Egeste e Rea Silvia e dei suoi nipoti, Romolo e Remo.

I gemelli, condannati a morte appena nati, si salvano, crescono e diventano forti fino a riportare, lottando, il nonno sul trono, per poi dare il via alla primavera sacra: quella che porta, tra presagi augurali e lotte fratricide, alla fondazione di Roma.

L’Urbe sorge dal sangue dei suoi stessi padri e si afferma con l’inganno, il rapimento, la conquista.

Quando viene invasa dai Sabini, la città di Romolo rischia di morire: tra duelli spettacolari e gesta di campioni come Mezio Curzio e Osto Ostilio si arriva al compromesso della diarchia con Tito Tazio.

Ma Romolo riesce a tornare unico indiscusso monarca e continuare le sue guerre di espansione, sino alla sua fine, l’ascesa al cielo (dopo il brutale regicidio) e la divinizzazione.

Segue l’interregno dei senatori e la nomina del secondo re, Numa Pompilio.

Il Sabino è uomo di pace e di religione e sotto di lui Roma cambia il suo volto. Ma è solo una parentesi, poiché il terzo monarca, Tullo Ostilio, riprende le guerre di espansione distruggendo, tra le altre, anche la stessa Alba Longa.

In questo periodo accadono fatti paradigmatici: l’epico scontro tra gli Orazi e i Curiazi, l’omicidio di Camilla Orazia, il supplizio di Mezio Fufezio, la maledizione che porta Tullo Ostilio alla morte.

Gli succede Anco Marzio, quarto re. Fondatore di Ostia e nipote di Numa, viene ricordato come un monarca equilibrato e saggio, ma forse la storia cela verità ben più cruente.

Tarquinio Prisco è il quinto re: nato a Tarquinia e figlio di un ricco mercante greco, si fa strada con la manipolazione e l’inganno, sino a emigrare a Roma, incoraggiato dalla moglie Tanaquil, per diventarne l’uomo più potente.

Servio Tullio è il sesto: di sangue latino, figlio di quel Tullio che fu un grande condottiero morto in battaglia contro Roma, nasce nella casa di Tarquinio. La madre, infatti, è prigioniera di guerra e domestica di Tanaquil. Venuto al mondo come schiavo, Servio vive come re e come molti re, muore, soffocato dal suo stesso sangue. Spodestato dal genero Tarquinio il Superbo, viene prima scaraventato dalla scalinata della Curia e poi investito dal carro della malvagia figlia Tullia.

Con il Superbo, Roma raccoglie successi militari, ma il popolo presto si stanca del giogo cui il settimo re lo sottopone. Tarquinio e i suoi figli si comportano come dei tiranni fino a quando vengono fermati da uomini retti come Lucio Giunio Bruto e Publio Valerio.

Alla fine, la famiglia reale viene scacciata: è il momento della repubblica.

Ma fino a che ha vita, il Superbo tenta di riprendersi il suo trono prima alleandosi con il re di Cere, Porsenna, poi fomentando la Lega Latina.

Roma è protetta dai suoi eroi, Bruto, Orazio Coclite, Muzio Scevola, Clelia, Publicola, Aulo Postumio. Il Superbo, dopo la sconfitta al Lago Regillo, deve ritirarsi a Cuma, presso Aristodemo, dove termina i suoi giorni ormai novantenne.

La prefazione del testo è dello storico Mirko Rizzotto, direttore delle collane “Biblioteca Storica” e “Classici” di Primiceri Editore.

Il libro è molto ben scritto e scorrevole. Si presta ad una lettura intensa, appassionante e ricca di suspense, trasversalmente adatta a chi ama la storia, il romanzo, il giallo e il mistero.

Il libro è disponibile per l’acquisto, oltre che nelle librerie fisiche e online, anche direttamente sul sito dell’editore www.primicerieditore.com

Stefano Bassi

 

 

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