(di Giuseppe La Rosa) Dopo il calo dell’1,0% su maggio e dello 0,3% rispetto allo scorso anno, cresce la produzione industriale mensile e su base annua.
Secondo i dati Istat l’aumento ha interessato “tutti i principali settori produttivi: a luglio l’indice destagionalizzato (cioè non tenendo conto, nell’analisi di mercato, di dati condizionati dall’influenza economica di un determinato periodo dell’anno) presenta variazioni congiunturali positive in tutti i raggruppamenti”.
Si registrano aumenti precisamente nei settori dell’energia (+7,1%), dei beni di consumo (+1%), dei beni intermedi (+0,6%) e beni strumentali (+0,3%).
La stima degli economisti per luglio, era pari a +0,5% su base mensile e +0,9% su base annua.
Invece secondo quanto emerso dai dati Istat, l’indice della produzione industriale è aumentato dell’1,1% rispetto a giugno e del 2,7% per il 2015, più di tre volte rispetto a calcolo dei tecnici.
Inoltre i dati mostrano miglioramenti in tutti i settori produttivi con una media dei primi sette mesi del 2015 a +0,7%.
I comparti in crescita sono la fabbricazione di mezzi di trasporto (+20,1%) e soprattutto la produzione di auto, con un incremento del 44,9% rispetto allo stesso mese del 2014.
Buoni risultati anche nella raffinazione di prodotti petroliferi (+11,7%).
Il presidente del Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell’Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori), Carlo Rienzi, ha commentato cautamente i dati, proprio a causa della grande instabilità dei risultati statistici negli ultimi mesi.
“Si tratta di dati positivi, che segnano una crescita dell’industria italiana direttamente connessa all’aumento dei consumi delle famiglie registrato nell’ultimo periodo, ma questi numeri vanno presi con le dovute cautele. La strada da fare per uscire dalla crisi è ancora lunga e i numeri positivi dell’industria a luglio non bastano per parlare di definitiva ripresa economica del Paese”.
I risultati della produzione industriale sono da sempre considerati degli ottimi anticipatori delle variazioni del Pil.
In merito il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, in un’intervista dei giorni scorsi aveva parlato della possibilità di un rialzo della stima di crescita del governo per il 2015, attualmente a +0,7%, che però potrebbe oltrepassare l’1%.
Ad ogni modo, secondo gli economisti è molto difficile registrare effetti concretamente visibili nell’economia reale, se non emergono aumenti più consistenti e strutturali.
I numeri al momento lasciano intendere solo la possibilità di una ripresa, che potrebbe anche non verificarsi se le attuali condizioni macroeconomiche mutassero improvvisamente.


Raptor Engineering al primo centro nel McLaren Trophy a Misano
Il caso Roggero e il peso delle circostanze. Una riflessione sulla legittima difesa e sul difficile compito del giudicare
Oltre la poltrona: la gestione del personale come vantaggio competitivo nello studio moderno
L’economia dell’attenzione: quando il tempo diventa la moneta di scambio