Ci sono città che si raccontano da sole, e altre che hanno bisogno di voci attente, capaci di restituirne l’anima nascosta, il battito autentico. Riminesità, il nuovo libro di Enzo Pirroni edito da Libri dell’Arco, è esattamente questo: un affresco narrativo in cui si intrecciano storie, memorie e personaggi che hanno fatto la Rimini del Novecento, quella vera, quella che si respira ancora oggi nei quartieri, nei racconti, nei gesti.
Il volume verrà presentato in prima assoluta mercoledì 12 giugno alle ore 18, nella Sala Cineteca della Biblioteca Gambalunga di Rimini. Un’occasione speciale, gratuita e aperta a tutti, per incontrare l’autore e ascoltare dalla sua voce le ragioni profonde di questo lavoro affettuoso e appassionato. A dialogare con lui ci sarà Gabriello Milantoni, scrittore e conoscitore raffinato delle lettere e dei personaggi locali, che ha definito il libro con una frase semplice e felice: “un libro per giovani di tutte le età”.
E proprio da questa frase – nata quasi per caso, ma profondamente vera – si può partire per cogliere l’essenza di Riminesità: un’opera che sa parlare a chi c’era e a chi non c’era, a chi ha vissuto quegli anni e a chi ne ha solo sentito raccontare. Perché ciò che Pirroni mette in pagina non è solo il passato, ma la sua attualissima eco: un patrimonio umano e culturale che rimane vivo.
Come ha raccontato lo stesso Milantoni in un post molto condiviso, perfino un ventunenne lettore veneziano, immerso nella lettura del libro sotto il sole del Lido, è rimasto colpito da una delle storie più emblematiche: quella di un trombettista riminese che conquista la scena internazionale per poi sparire silenziosamente tra le pieghe della sua città. “Capisci zio?” – scrive il giovane – “le sue tracce si perdono non a New York, ma a Rimini”. Una frase che ha il sapore della rivelazione, perché Riminesità è anche questo: la narrazione di una città inafferrabile, misteriosa, capace di far apparire o sparire le persone con la naturalezza di una magia domestica.
Quella che Enzo Pirroni ci regala è una raccolta di ritratti densi di vita, mai nostalgici, attraversati da ironia, profondità e affetto. Nomi e volti noti o dimenticati, episodi piccoli e grandi, frammenti di infanzia e giovinezza che insieme restituiscono un’identità collettiva fatta di voci, passi, sguardi. Una Rimini che si muove tra la spiaggia e i quartieri popolari, tra la passione per il ciclismo e il pugilato, tra la biblioteca e i bar, tra personaggi reali e leggende urbane.
L’appuntamento del 12 giugno rappresenta quindi molto più di una semplice presentazione: è un invito a partecipare a una narrazione condivisa, a riconoscersi in storie che ci riguardano anche quando sembrano lontane, a ritrovare il senso profondo di una comunità.
Chiunque abbia amato – o voglia amare – Rimini, troverà in Riminesità una chiave d’accesso privilegiata. E chi parteciperà all’incontro in Gambalunga, potrà vivere, in prima persona, quella speciale alchimia che nasce solo quando i libri non raccontano solo storie, ma le fanno accadere.
Stefano Bassi


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