di Stefano Bassi – C’è un filo rosso che attraversa tutte le trenta tracce di “Rien”, il nuovo album del trio francese Songeuses, prodotto da Enter Music Sound e interamente composto – testi e musiche – dal dj, produttore e musicista Alan Warwick: la volontà di coniugare la sensualità enigmatica del pop elettronico anni ’80 e ’90 con una scrittura intensa, criptica, che non teme di interrogarsi sulle fragilità dell’essere umano e sui rischi della società contemporanea.
Le Songeuses raccolgono l’eredità estetica e sonora di Mylène Farmer, senza cadere nella citazione sterile: sintetizzatori morbidi, atmosfere sospese, ritmi che oscillano tra l’ipnosi dance e il respiro intimo della ballad elettronica. In “Rien”, però, c’è molto di più: un intreccio di ricordi, suggestioni e dubbi esistenziali che si fanno canzone, in un alternarsi di immagini oniriche e riflessioni concrete.
Ogni titolo – da Les doutes du temps a L’autre côté de la vérité, passando per Ensemble (Unite the world) – diventa tassello di un mosaico che racconta la difficoltà e allo stesso tempo la necessità di cambiare: difendere l’umanità, riscoprire la tenerezza, immaginare un futuro diverso. È un album che si muove tra l’intimo e il collettivo, tra l’oscurità e la speranza, con una scrittura che lascia volutamente spazi vuoti, interpretazioni multiple, silenzi che diventano parte integrante della musica.
“Rien” è anche un progetto che guarda al domani: prodotto con grande cura dei suoni, arricchito da scelte melodiche che strizzano l’occhio alla tradizione synth-pop, ma spinto in avanti da una visione che unisce sensibilità umana e nuove tecnologie. In questo senso, non è un segreto che anche l’intelligenza artificiale abbia contribuito al processo creativo, in un dialogo fecondo tra Warwick e strumenti digitali, capace di ampliare possibilità e immaginazione senza mai soffocare l’anima autentica delle canzoni.
Con “Rien”, le Songeuses firmano un’opera imponente e coerente, un viaggio di trenta brani che non si limita a essere un omaggio nostalgico agli anni d’oro del pop elettronico francese, ma una vera dichiarazione d’intenti: la musica può ancora essere enigmatica, emotiva e insieme rivoluzionaria.
L’album è disponibile dal 25 settembre nei principali negozi di musica digitale, su Spotify, Apple Music e tutte le piattaforme streaming.
Stefano Bassi


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