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Il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini hanno illustrato, in Consiglio dei Ministri, la situazione dell’ILVA di Taranto. La relazione ha messo in evidenza la tempestività dell’azione del Governo, intervenuto subito dopo la notizia del sequestro di una parte degli impianti, con la firma di un protocollo di intesa e lo stanziamento di risorse necessarie per favorire il superamento della cause che hanno generato l’intervento della magistratura. I Ministri hanno inoltre evidenziato che le problematiche relative a ILVA coinvolgono diversi livelli istituzionali e devono dunque essere affrontate attraverso una strategia complessiva, in grado di assicurare un giusto e doveroso equilibrio tra continuità produttiva e sostenibilità ambientale.

La relazione ha poi sottolineato la strategicità del polo produttivo di Taranto sull’economia regionale e nazionale, in particolare per quanto riguarda per l’approvvigionamento di comparti strategici per l’industria italiana (come quello degli elettrodomestici, della cantieristica, dell’auto e della meccanica) e l’impatto sull’occupazione (tra occupati diretti ed indotto, l’ILVA impiega più di 24 mila unità). È stato poi discusso il costo di una eventuale chiusura dell’impianto. Complessivamente si determinerebbe un impatto negativo che è stato valutato attorno ad oltre 8 miliardi di euro annui, imputabile per circa 6 miliardi alla crescita delle importazioni, per 1,2 miliardi al sostegno al reddito e ai minori introiti per l’amministrazione pubblica e per circa 500 milioni in termini di minore capacità di spesa per il territorio direttamente interessato.

Per questi motivi il Governo, con le altre istituzioni, si è impegnato per garantire la continuità produttiva con interventi volti ad assicurare un netto miglioramento nella sostenibilità ambientale e tutelare la salute dei lavoratori e dei cittadini. Ne è esempio la recente riapertura, da parte del Ministro dell’Ambiente, della procedura per il rilascio dell’AIA (autorizzazione integrata ambientale) allo stabilimento, con l’obiettivo di adeguare l’autorizzazione già concessa nell’agosto 2011 ai livelli emissivi raggiungibili con le migliori tecnologie disponibili, anche con riferimento alle criticità emerse nel corso dell’indagine della magistratura.

Il Consiglio ha convenuto in merito alla necessità di fare luce al più presto su eventuali colpe e inadempienze che, in passato, hanno comportato danni all’ambiente e alla salute del territorio tarantino.

La relazione ha infine evidenziato le azioni future: in particolare, il 14 settembre il Mministro Clini sarà a Taranto per fare il punto sullo stato dei lavori e per incontrare le associazioni che hanno richiesto di essere sentite e che potranno essere coinvolte in analogia a quanto avvenuto in passato in sede di conferenza dei servizi.

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