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Raul-Gonzalez-BlancoNel weekend appena passato, a 38 anni, ha chiuso definitivamente con il calcio giocato, Raúl González Blanco, la storica leggenda del Real Madrid, il numero 7 dei blancos entrato nell’Olimpo madridista ed erede della maglia numero 7 di un altro totem del Bernabeu come Emilio Butragueño.

Raúl ha chiuso la carriera da calciatore lontano dalla città a cui ha dato tanto, ha giocato il suo ultimo match a New York con la maglia dei Cosmos vincendo, tra l’altro, il titolo della North American Soccer League (una sorta di seconda serie statunitense). Prima dell’avventura americana, oltre che nel Real Madrid, Raúl aveva anche militato nello Schalke 04 e nell’Al-Sadd.

Raúl lascia il calcio dopo 941 partite e 404 gol con squadre di club, alle quali si aggiungono 102 presenze e 44 reti con la nazionale spagnola.

Ma Raúl vuol dire soprattutto Real Madrid, la squadra in cui aveva esordito giovanissimo ufficialmente il 29 ottobre 1994 (dopo aver giocato da bambino nelle formazioni giovanili dei rivali dell’Atletico) diventando:

  • il giocatore più giovane a esordire con la camiseta blanca, all’età di all’età di 17 anni e 124 giorni,
  • il più giovane giocatore a essere designato come capitano a 26 anni nell’estate 2003,
  • due volte capocannoniere della Liga (1998-1999 e 2000-2001),
  • tre volte Migliore Attaccante UEFA (2000, 2001, 2002),
  • il giocatore con più presenze nella storia del Real Madrid: 741,
  • il giocatore con più presenze nella storia del Real Madrid nella Liga: 550,
  • il miglior marcatore del Real Madrid nelle competizioni internazionali: 70 gol.

raul-gonzales-blancoMa a Madrid, nonostante alcune stagioni di flessione ad inizio anni 2000 (sia per problemi fisici sia per la disastrosa gestione tecnica del club madrileno) Raúlha anche vinto tantissimo: 6 Liga Spagnole, 3 Champions League (tra l’altro segnando in 2 delle 3 finali giocate), 2 Coppe Intercontinentali e molti altri trofei. Giocatore di carisma straordinario, di una tecnica e di una rapidità di esecuzione fuori dal comune, Raúl ha giocato a Madrid in tantissimi ruoli (centrocampista laterale sinistro ma anche destro, mezzapunta, seconda punta, prima punta…), dimostrandosi un giocatore eclettico e pronto a sacrificarsi per la squadra. Inoltre, Raúl a Madrid è ancora ricordato per essere stato un “caballero”, un giocatore rispettoso come pochi di compagni ed avversari (a Madrid non fu mai espulso ed ammonito pochissimo). Da Madrid Raúl se ne va il 26 luglio 2010, firmando due giorni dopo con lo Schalke 04: si farà amare anche in Germania dove  segnerà 40 goal in 98 partite, prima di emigrare in Qatar (per 2 stagioni all’Al-Sadd) prima di chiudere la sua straordinaria carriera negli USA con la maglia dei Cosmos di New York.

Con lui, è ammainata una delle ultime bandiere del calcio europeo, un giocatore e uomo vero, un madridista tout-court, un simbolo del Real Madrid e del calcio spagnolo. La speranza, da sempre nel cuore di tutti i madridisti, è che il loro beniamino possa un giorno tornare al Santiago Bernabeu, sentendosi sulla panchina della Sua squadra, il Real Madrid.

Per approfondire la storia dello storico numero 7 dei blancos vi consigliamo l’ottimo pezzo di Valentino Tola su http://calciospagnolo.blogspot.it/2010/09/hasta-siempre-raul.html

(Andrea Dasso)

 

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