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cuerpo-congelado(di Jessica Sabatelli) Una recente, sconcertante notizia sulle ultime volontà di una ragazzina britannica, malata di cancro, ha sconvolto il mondo: la quattordicenne ha espresso ai suoi genitori la volontà di essere “criogenizzata” dopo la sua morte, a causa di un cancro allo stato terminale.

<< Non voglio morire ma so che accadrà… >>, ha scritto la giovane in una lettera destinata alla corte di giustizia britannica. << Voglio vivere più a lungo e penso che nel futuro potrebbe essere trovata una cura per il mio cancro, e quindi potrei svegliarmi. Voglio avere questa possibilità. Penso che essere criopreservata mi dia una possibilità di essere curata e risvegliata, anche in un lasso di tempo di centinaia di anni. Non voglio essere seppellita sottoterra >>.

Questa toccante decisione ci ricorda quanto la voglia di continuare a vivere abbia spinto moltissime persone a rivolgersi alla criogenizzazione. Ma, che cos’è? E in cosa consiste questo procedimento?

La criogenia può essere volgarmente paragonata al concetto che conosciamo di ibernazione: è una disciplina che si occupa dello studio e dell’utilizzo di temperature molto basse, e del comportamento dei materiali in queste condizioni.

La crionica applica tecniche di preservazione a basse temperature ad animali ed esseri umani deceduti, nella speranza che in futuro sia possibile ripristinare le loro funzioni vitali.

Diversi centri specializzati in criogenia sono stati aperti a partire dagli anni Settanta, sia negli Stati Uniti che in Russia: per esempio, la Alcor Life Extension, in Arizona, conserva attualmente 146 corpi e circa un migliaio di persona ha sottoscritto un contratto nel quale si attesta che riceveranno il servizio immediatamente dopo il loro decesso.

Se siete interessati alla possibilità, il centro di crionica attualmente più “economico” al mondo è il Cryonics Institute del Michigan, che conserva un centinaio di corpi. Un’altra soluzione economica messa a disposizione da questi istituti, è la possibilità di conservare solo la vostra testa, piuttosto che tutto il corpo, nella speranza che in futuro possa essere “assemblata” ad un corpo artificiale.

Inoltre, sono appena iniziati i lavori per la costruzione del più grande centro di crionica del mondo: Timeship – “Nave del Tempo” – è il suo ambizioso nome e si prevede che conterrà circa 50 mila corpi criogenizzati. Questo nuovo “santuario” della criogenica avrà la singolare forma di un “disco volante” e sorgerà nello stato del Texas.

A coloro che sottoscrivono il contratto vengono date informazioni precise sulle procedure da eseguire in caso di morte imminente. Nel caso in cui i “clienti” soffrano di una malattia terminale, in prossimità della dipartita, un team di esperti dovrà recarsi direttamente sul posto per effettuare al meglio le procedure e garantire il corretto svolgimento di queste.

Dopo l’effettivo decesso, il corpo viene raffreddato con del ghiaccio, viene riattivata la circolazione sanguigna e vengono somministrati speciali farmaci per rallentare il processo di decomposizione. Successivamente, il sangue viene sostituito con delle sostanze crioprotettive – o “antigelo” – la salma viene congelata alla temperatura di 196 °C e infine conservata in cilindri contenenti azoto liquido. Questo procedimento, delicato e particolare, garantirà la conservazione del corpo all’interno di questi speciali contenitori.

I dati prevedono che nel prossimo futuro assisteremo ad un incremento sempre maggiore di criogenizzazioni: sempre più persone sceglieranno di farsi “ibernare” per sperare in un futuro migliore, diverso dal triste destino che hanno subito in questa “vita”.

 

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