(di Giulio Perrotta) Quanto i culti mesopotamici hanno influenzato l’ebraismo e dunque il Cristianesimo primitivo e delle origini? Questa è la domanda che abbiamo fatto a Paolo Battistel, co-autore del saggio “Il Dio Cornuto“. Quanto apprenderemo sarà davvero sorprendente.
Buongiorno Paolo. Cominciamo subito entrando nel cuore della questione. Le antiche religioni mesopotamiche hanno influenzato l’ebraismo? Esistono dei miti in particolare?
Va innanzitutto specificato che gli ebrei appartengono alle popolazioni semitiche. Questo particolare ceppo etnico si è diffuso prevalentemente in Asia Minore e nei paesi che si affacciavano al Mar Mediterraneo e al Mar Rosso. Le popolazioni appartenenti alla stirpe semitica sono molteplici ma forse tra le più note ci sono quella dei Fenici che furono per secoli i dominatori incontrastati dei mari e diedero vita a una civiltà grandiosa come Cartagine e le popolazioni di lingua accadica come i Babilonesi e gli Assiri. Il fatto che quello che oggi chiamiamo popolo ebraico appartenesse a questo ceppo etnico comporta che la sua lingua e soprattutto la sua cultura (tra cui appunto la sua religione) è molto simile a quella di queste popolazioni in numerosi punti. La storia è stata clemente con noi e noi abbiamo tra le mani diversi frammenti d’epoca sumerica senza parlare dell’epopea di Gilgamesh che raccoglie e rielabora miti sumerici e babilonesi. Sarebbero molti i punti in comune tra il mito ebraico e quello sumerico/babilonese ma uno dei maggiori e senza dubbio quello legato al Diluvio. Va detto che quasi ogni mitologia conosciuta contempla un mito del Diluvio ma il mito sumerico/babilonese risulta avere notevoli affinità con la storia presente nella Bibbia. La storia del Diluvio ci è giunta in tre versioni, la prima in epoca sumerica la seconda d’origine Paleo-Babilonese e Medio-Babilonese mentre la terza fu probabilmente ideata in Epoca Tardo-Babilonese e Assira e raccolta e canonizzata nel VIII secolo a.C. . L’eroe del mito (che influenzerà profondamente il Noè ebraico) cambia nome da Ziusundra ad Atrahasis fino al più moderno Utnapištim ma la storia si mantiene grossomodo identica. Gli dèi guidati da Enil decidono di porre fine all’umanità non in tutte le versioni si spiega il motivo ma in quella di Atrahasis si rivela per l’eccessivo “baccano” che giungeva a loro. Enki si oppone alla decisione nonostante sia costretto a giurare di rispettare il volere degli dèi. Con uno stratagemma Enki rivela a Ziusundra/Atrahasis/Utnapištim il fato della terra e gli indica come costruire una nave e di farci salire tutti gli animali e i sementi. Il diluvio distrugge la terra lasciando sgomenti gli dèi che infine rimangono sorpresi di vedere il sopravissuto uscire dalla nave. Si decide se ucciderlo o meno ma alla fine ancora colpiti dalla tragedia gli dèi, dopo averlo reso immortale, decidono di far ripopolare la terra dalla sua discendenza.
Le influenze dei Babilonesi si possono trovare anche in qualche altro elemento storico presente nella raccolta di libri che chiamiamo Bibbia?
Esistono molteplici elementi che si possono riscontrare nella cultura babilonese ma senza dubbio uno dei più evidenti riguarda la somiglianza tra Le leggi ebraiche contenute nel Pentateuco Biblico e le leggi presenti nel codice di Hammurabi. Hammurabi era un re babilonese che regnò tra il 1792 e il 1750 è modifico radicalmente la storia politica del suo regno. Questo codice è una raccolta di 282 leggi scolpite con alfabeto cuneiforme in una grande stele. La particolarità di queste leggi è che vengono date al re e quindi al popolo babilonese dal dio Šamaš che nella stele viene ritratto mentre siede sul trono. Possiamo scorgere il dio che porge al re Hammurabi il codice della legge che quindi, proprio come i comandamenti ebraici, sono di origine divina. Le leggi secondo la tradizione babilonese non sarebbero la trascrizione di usi e costumi che Hammurabi mette per iscritto per fornire una prima forma di diritto inalienabile al suo popolo ma avrebbero un’origine divina ed è quindi Šamaš e non Hammurabi a dare ordine al popolo Babilonese. Il testo facilmente consultabile da tutto il popolo babilonese, che poteva vedere la stele al centro della città, fa gran uso della cosiddetta Legge del Taglione cioè una prima forma di giustizia in cui la pena per i vari reati risulta identica al danno provocato, il famoso occhio per occhio dente per dente. Una simile forma legislativa sarà presente anche nel testo del Pentateuco biblico.
In quale contesto storico e sociale le scritture giudaico-cristiane sono state redatte?
La storia del popolo ebraico esce dal mito per entrare nella storia a tutti gli effetti con l’avvento della monarchia davidica all’inizio del X secolo a.C. quando alcune tribù di Aramei nomadi si riunirono in un unico regno con capitale Gerusalemme. I re di questo giovane regno furono prima Davide (1000-961 a.C.) che fu l’artefice della conquista di Gerusalemme e a lui successe il figlio Salomone che eresse proprio in questa città il suo tempio. Alla morte di Salomone (922 a.C.) il regno di divise in due parti: Il regno di Israele con capitale Samaria e il regno di Giuda con capitale Gerusalemme. Un secolo dopo Israele fu conquistata dagli Assiri che la fecero diventare una provincia del loro impero mentre il regno di Giuda resistette fino al 586 a.C. quando fu conquisto da Nabucodonosor re di Babilonia. La cosiddetta “cattività babilonese” fu un trauma per il popolo ebraico che da quel momento in avanti se non per brevi periodi sarà sempre sotto il giogo straniero. Proprio in questo clima di occupazione straniera prese forma la raccolta e il consolidamento delle tradizioni ebraiche (processo continuato in epoca ellenistica) che portò alla scrittura di molti libri che possiamo trovare nella Bibbia.
Come mai il culto cristiano ha attinto a piene mani dal culto giudaico e in quale misura?
Con il termine Cristianesimo si intende l’insieme delle chiese, delle comunità, delle sette, dei gruppi come anche le idee e le concezioni che si rifanno alla predicazione dell’uomo che è comunemente ritenuto il fondatore di questa religione. Il fondatore di questa religione è un profeta ebreo di nome Gesù nato secondo i nostri calcoli in una data che oscilla tra il 4 avanti e il 6 dopo l’anno zero quindi risulta solo per comodità che successivamente si farà nascere Gesù esattamente nell’anno zero. Sul luogo della nascita ci sono due scuole di pensiero, o a Betlemme in Giudea o a Nazaret in Galilea. Gesù è appartenente a una famiglia ebraica discendente da re Davide viene e educato secondo la tradizione. Solo a trent’anni la sua vita cambia diventando un predicatore itinerante con l’intento di spiegare il “vangelo” termine greco che indica “la buona novella” cioè un messaggio di salvezza dal male e dal peccato e di amore verso Dio e gli uomini. Per quanto il messaggio di Gesù tenti di staccarsi dal solco più tradizionale dell’ebraismo le fondamenta di questa nuova religione sono prettamente ebraiche poiché erano ebrei sia Gesù sia coloro che ascoltavano le sue prediche. Solo dopo la sua morte sarà Paolo a dare un volto più universalista al messaggio di Gesù.
Grazie Paolo per la tua disponibilità e chiarezza. Presto ti chiederemo di parlare dei rapporti tra il culto egizio e quello ebraico, per meglio comprendere la storia antica.
Grazie a te dell’invito. Buon lavoro e un caro saluto a tutta la redazione.


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