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dosicamionPiacenza – Non si placano le polemiche per l’annunciato rimpasto di giunta al Comune di Piacenza, voluta dal sindaco Paolo Dosi, su suggerimento dell’amico ed ex sindaco Roberto Reggi, uno dei bracci operativi di Matteo Renzi.

Le dimissioni del vice sindaco Francesco Cacciatore e dell’assessore al welfare Giovanna Palladini, i quali hanno anticipato la loro decisione prima che Dosi potesse annunciare una loro possibile sostituzione ha sortito l’effetto di smascherare una sorta di “sudditanza” del sindaco Dosi rispetto all’area politica Renziana che a Piacenza é guidata da Roberto Reggi.

“Un sindaco inadeguato che agisce sotto dettatura da forze esterne all’amministrazione” – avevano tuonato in conferenza stampa Cacciatore e Palladini.

Oggi arrivano le dichiarazioni di dissenso rispetto a ciò che sta accadendo a Piacenza anche da parte dei Moderati per Piacenza, i quali sono rappresentati da due consiglieri comunali che finora hanno appoggiato la maggioranza.

Roberto Colla e Lucia Rocchi hanno dichiarato che dubbi sulla “necessità di un cambiamento così radicale della Giunta da dimezzarne a solo un anno e mezzo dalla nomina i componenti, senza che mai, prima d’ ora, fosse data notizia dei demeriti degli assessori ora oggetto di sfiducia da parte del Sindaco; inoltre, il metodo adottato dal primo cittadino, per mettere in atto il rimpasto, viene considerato dal Movimento per lo meno inopportuno se non offensivo, considerando che nella maggioranza che lo sostiene, i movimenti civici sono stati motore essenziale e determinante per l’elezione del Sindaco Dosi alla guida della città”.

I due consiglieri aggiungono di non essere “stati informati sui motivi per i quali l’ operato di alcuni assessori, di cui in questo anno e mezzo sono stati sollecitati a votare i progetti e le linee di governo, ora viene messo in discussione”.

Colla e Rocchi mettono quindi in discussione il loro futuro appoggio alla nuova giunta: “Il Movimento dei Moderati di Piacenza attende di capire che cosa sta succedendo e si riserva di scegliere all’interno del Consiglio la propria appartenenza: sarà il bene della città, per cui da civici ci siamo impegnati, che guiderà le scelte del Movimento e dei consiglieri che lo rappresentano nella propria sede Istituzionale”.

Al tempo stesso, Filiberto Putzu di “Piacenza che Verrà” si domanda: “Paolo Dosi è veramente un bravo ragazzo tutto casa e chiesa, un po’ timido, prudente e poco decisionista ?  O invece Paolo Dosi è un Sindaco “di facciata” che deve fare o non fare quello che gli viene suggerito ? O infine Paolo Dosi potrebbe non essere come si è mostrato in campagna elettorale, e sotto sotto avere i cosiddetti “forti attributi”? In ogni caso finora il risultato delle tre ipotesi è che Piacenza si è fermata, senza un’idea forte di città e senza visione del futuro……povera Piacenza“.

Stefano Bassi

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