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piroligiuliaStop alla distribuzione del questionario sull’omofobia nelle classi quinte delle scuole di Piacenza. A richiedere che non venga distribuito é il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Piacenza, Luciano Rondanini, con una circolare inviata a tutti i presidi delle scuole piacentini.

Di cosa si tratta? Il Comune di Piacenza é entrato recentemente a far parte della rete antidiscriminazioni RE.A.DY. L’assessore alle pari opportunità Giulia Piroli (nella foto) ha quindi accolto un’iniziativa della rete, già attuata in diverse città italiane senza alcuna polemica, di distribuire agli studenti maggiorenni (classi quinte) delle scuole superiori di Piacenza, un questionario redatto dall’Agedo (Associazione Genitori di Omosessuali) con la finalità di promuovere la cultura del rispetto delle differenze.

Purtroppo, però, a Piacenza le cose non sono mai semplici da realizzare e si é scatenata l’inaspettata polemica, destinata a far discutere anche a livello nazionale.

A sollevare polemiche sulla distribuzione del questionario era stato per primo il consigliere comunale del Nuovo Centrodestra, Giovanni Botti, il quale contesta il linguaggio e una certa “superficialità” nel trattare temi che andrebbero approfonditi in modo diverso, senza ideologie e ambiguità che invece, secondo Botti, si riscontrerebbero nel testo del questionario.

Parole, quelle di Botti, che sono apparse velatamente ipocrite all’assessore alle pari opportunità che invece intende portare avanti il progetto, ribadendo che si tratta di un progetto nazionale, già realizzato in altre città.

E’ la prima volta che accade in Italia che il questionario venga stoppato” – si limita a commentare il presidente dell’Arcigay piacentina, Valeriano Scassa, il quale rimanda ulteriori commenti dopo che avrà letto il testo della circolare del provveditorato.

Sulla questione é intervenuto anche il sottosegretario all’istruzione, Roberto Reggi, il quale é stato per dieci anni sindaco della città emiliana. Reggi invita a evitare strumentalizzazioni e usare il buon senso: “Di questi argomenti é necessario parlare serenamente“.

I dirigenti scolastici, però, non hanno distrubuito il questionario ai ragazzi, rimettendosi così alla circolare del dirigente provinciale.

Contro l’omofobia e le discriminazioni oggi, purtroppo, Piacenza ha segnato un brutto passo indietro.

SB

 

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