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sleep(di Jessica Sabatelli) Il weekend è quel meraviglioso momento della settimana in cui ogni cosa è concessa, soprattutto un bello e meritato relax! Un classico episodio tipico del fine settimana è: dormire qualche ora in più per recuperare le forze; bhè, mi dispiace dirlo, ma sembra che riposare più del solito nel weekend non faccia assolutamente bene!

Questa notizia, pubblicata sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, è frutto di una nuova ricerca riguardante gli effetti del troppo riposo, sul lungo raggio.

I ritmi circadiani, che consentono di regolare l’attività biologica umana, e non solo, con l’alternanza del ciclo giorno-notte e veglia-sonno, sono delle fasi molto delicate della nostra giornata che se modificate, anche di poco, possono portare a conseguenze visibili da subito (come lo sconbussolamento provocato dal momentaneo cambiamento del bioritmo, dato, per esempio, da una semplice notte in parte insonne).

Gli stimoli ambientali (luce-buio) che ogni giorno resettano i ritmi sono chiamati Zeitgebers (dal tedesco, letteralmente: “donatori di tempo”). Quando cambiano le nostre abitudini di sonno-veglia, in un breve periodo di tempo, stiamo costringendo il nostro ritmo naturale ad andare fuori sincrono con i zeitgeber circostanti (un po’ come gli effetti del jet lag).

Questo nuovo studio ha proprio indagato il suddetto fenomeno, in modo discreto, monitorando i soggetti dello studio durante la loro vita quotidiana e, soprattutto, durante il loro sonno.

Alla ricerca hanno partecipato 447 persone, analizzate utilizzando monitor del sonno attaccati ai loro polsi, che hanno stimato il tempo del sonno e quello della sua mancanza. E’ stato anche valutato il loro stato di salute, e diversi campioni di sangue sono stati prelevati nel corso dello studio. In particolare, i ricercatori hanno cercato cambiamenti nei livelli di zucchero e in quelli del colesterolo, nel sangue.

Come previsto, il sonno dei partecipanti è cambiato durante il fine settimana: molti dei soggetti sono rimasti svegli fino a tardi e hanno dormito più a lungo. I ricercatori hanno trovato una correlazione apparente tra questi cambiamenti nel sonno e la comparsa di marcatori nocivi alla salute. Più un soggetto è andato a letto tardi e più ha mostrato livelli bassi di colesterolo “buono” e una maggiore quantità di trigliceridi e altre sostanze nel sangue, tutti precursori di malattie cardiache nel lungo periodo.

All’inizio dello studio tutti i partecipanti erano fisicamente sani, ma, alla fine di esso, 3 hanno cominciato a mostrare segni pre-diabetici, cioè, livelli così elevati di zucchero che il corpo era quasi incapace di ridurre.

Sembra chiaro che rompere in maniera così repentina, nel weekend, il circolo circadiano, se fatto con frequenza, può provocare seri danni al nostro organismo e soprattutto al nostro sistema cardiovascolare.

Portare il nostro corpo a stress fisici che non abbiamo subìto durante la settimana, come il solo andare a letto tardi, può far schizzare i livelli di colesterolo cattivo (LDL) e mettere seriamente a repentaglio la nostra salute, in particolar modo quella di soggetti predisposti alle patologie del sistema circolatorio.

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