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daniele-Pellegrineschi-rally-camaiore-2014Il sogno si esaurito. E si è esaurito bene, con il vedere sventolare la bandiera a scacchi. Daniele Pellegrineschi, il giovane pilota di rally pistoiese, ha portato a termine, ieri, la sua prima esperienza in un rally mondiale alla penultima prova stagionale, il Rally RAAC Catalunya, disputato da giovedì sera della scorsa settimana.

Al volante della Mitsubishi Lancer Evolution Gruppo N della Motorsport Italia ed affiancato dall’esperto copilota pratese Andrea Cecchi, Pellegrineschi ha concluso in una pregevole quarta posizione del Gruppo N (vetture derivate dalla serie).

In questa gara caratterizzata dall’avere il fondo sia sterrato che asfaltato ed utilizzando per la prima volta gli pneumatici coreani D-Mack, il driver di Campo Tizzoro ha offerto una prestazione estremamente positiva, in considerazione del dover conoscere la vettura oltre che confrontarsi con piloti che la gara l’avevano già disputata in precedenza.  Da considerare anche il doversi calare anima e corpo nella dimensione di una competizione mondiale, decisamente diversa dagli appuntamenti nazionali nei quali sovente vi corre.

A fine prima tappa la vettura ha lamentato problemi alla trasmissione,  la squadra l’ha sostituita completamente a scopo cautelativo, consentendo così a Pellegrineschi di proseguire la propria esperienza mondiale e nel complesso la prestazione è stata in crescendo, considerando le ben 17 Prove Speciali corse, tra le quali una di cinquanta chilometri, prima esperienza del genere, che ha messo a dura prova il fisico oltre che la concentrazione.

Il commento del pilota: “Un’esperienza unica, irripetibile! Nella carriera di un pilota non può mancare una gara iridata, è una scuola troppo importante, ti serve come dieci altre gare nazionali ed anche più, se non altro come sensazioni, come prova fisica, mentale. Credo di aver appreso molto, in questi tre giorni di gara, grazie al sostegno della squadra, abituata a palcoscenici mondiali, grazie ai consigli del mio copilota Andrea Cecchi, che vanta una forte esperienza e grazie anche ai tanti consigli di Max Rendina, il deus ex machina della squadra che tra l’altro proprio qui, pur non correndo ha vinto il mondiale “produzione”. Che devo dire è un sogno, dal quale spero di risvegliarmi il più tardi possibile!”

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