La professione del pedagogista è strategica nell’educazione e nella formazione delle persone. Interviene infatti in situazioni di disagio, in contesti dove vivono persone con disabilità, anziani e bambini per colmare dei gap educativi e creare progetti di crescita personale. Sarà una figura molto richiesta nei prossimi anni perché si prevedono molteplici situazioni di intervento sia in contesti scolastici sia sanitari. Basti pensare ad esempio al fenomeno dell’abbandono scolastico che in Italia, come rilevato dall’Istat, nel 2020 è stato pari al 13%, contro la media europea del 9,9%. Un dato molto preoccupante, perché ci posiziona agli ultimi posti per livello di istruzione media ed ha ricadute importanti sull’economia e il benessere della popolazione. Investire in progetti che incentivino il prosieguo degli studi e che soprattutto indirizzino le nuove generazioni verso specializzazioni utili per il futuro, come le discipline STEM, sarà fondamentale per la crescita del Paese e, in questo ambizioso programma, figure professionali che si occupano di educazione, come il pedagogista, risulteranno indispensabili per inaugurare una nuova cultura scolastica e civica. Ma chi è e cosa fa nello specifico il pedagogista? Scopriamolo insieme.

Il pedagogista: chi è

Il pedagogista si occupa di realizzare progetti educativi e formativi per bambini, adolescenti, adulti, persone con disabilità e anziani. In linea teorica potrebbe occuparsi di tutta la popolazione, perché tutti potremmo aver bisogno di un percorso rieducativo o di accedere a piani di formazione specifici per recuperare delle mancanze. Al contrario di quanto fa pensare il nome, che deriva dal greco e significa “persona che insegna al fanciullo”, il pedagogista quindi non lavora solo con i bambini, ma con le persone di ogni fascia d’età. Non va inoltre confuso né con lo psicologo, che ha metodi e mansioni differenti, nè con l’educatore, che invece è una figura più operativa rispetto al pedagogista, che di fatto copre un ruolo di vertice nella pianificazione e realizzazioni di piani educativi e formativi. La confusione deriva dalle diverse specializzazioni che un pedagogista può conseguire e che spesso lo portano ad occuparsi di situazioni simili a quelle di altri professionisti.

Il pedagogista: la formazione

Per diventare pedagogista bisogna conseguire una laurea magistrale. Il percorso di formazione è sancito dalla legge Iori del 2018, che ha riconosciuto la professione. Il percorso triennale è in scienze dell’educazione, mentre la laurea magistrale va individuata in una delle seguenti classi: programmazione e gestione dei servizi educativi (LM-50), scienze dell’educazione degli adulti e della formazione continua (LM-57), teorie e metodologie dell’e-learning e della media education (LM-93) e scienze pedagogiche (LM-85). La laurea magistrale è abilitante alla professione, visto che il pedagogista non ha un ordine di riferimento. Dopo il percorso accademico è importante perfezionare le proprie competenze con master e corsi di specializzazione, perché con la laurea in scienze pedagogiche gli sbocchi occupazionali sono molteplici, ed è fondamentale un ampliamento delle conoscenze in base all’ambito nel quale si desidera operare.

Il pedagogista: dove lavora

Il pedagogista può lavorare in numerosi contesti: in ambito scolastico ed educativo, in ambito sanitario e assistenziale, nella cooperazione internazionale, a supporto delle attività giudiziarie per l’inserimento di persone con particolari disagi e negli enti del terzo settore che si occupano di educazione e formazione. Può inoltre svolgere l’attività come libero professionista e quindi realizzare progetti in piena autonomia come consulente esterno delle realtà che richiedono un intervento di tipo educativo e/o formativo.

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