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Dopo essere rimasto a lungo in testa nel suo primo stint alla 4 Ore di Le Castellet, ultimo e decisivo round dell’Ultimate Cup Series lo scorso weekend, Pietro Peccenini è stato costretto al ritiro a metà gara esatta al volante della Duqueine D08 motorizzata Nissan. Un finale decisamente sfortunato per il pilota milanese, che sul circuito francese per la prima volta condivideva il prototipo di classe LMP3 con Alessandro Bracalente, presentandosi al via della gara che assegnava punteggio doppio con buone speranze di concludere il 2020 in zona podio (bastava una top-5) insieme a tutta la scuderia TS Corse. Purtroppo la rottura del semiasse ha rovinato i piani della compagine lombarda e l’indomito driver classe ’73 non ha potuto andare oltre al sesto posto nella classifica finale al suo primo anno nell’endurance e al volante di un prototipo.

Peccenini è stato comunque grande protagonista nell’intero arco dell’Ultimate Cup Series 2020, campionato internazionale che avrebbe dovuto prendere il via in marzo e invece si è disputato soltanto negli ultimi mesi per le note ragioni legate alla diffusione del covid-19. Nei quattro appuntamenti rimasti in calendario, resta la perla della vittoria conquistata sotto al diluvio di Magny-Cours a fine settembre insieme al pilota francese Hugo Carini. Un successo che ha portato la squadra sul gradino più alto del podio già alla seconda presenza assoluta e che si aggiunge ai due quarti posti ottenuti prima dell’ultimo round del Paul Ricard dello scorso fine settimana.

Peccenini dichiara alla conclusione del suo 2020 agonistico al volante della Duqueine-Nissan: “Il bilancio della stagione è senza dubbio positivo, soprattutto in un’annata del genere e per il fatto che siamo all’esordio in questo tipo di corse e con i prototipi. Abbiamo dimostrato a tutti che pur avendo da imparare siamo già lì e quindi possiamo essere un pericolo per tutti in un campionato il cui livello è alto, tra piloti e squadre molto navigate. Ne usciamo bene sotto tutti i punti di vista, siamo stati meno fortunati sul campo gara e il nostro vero valore non è stato del tutto espresso. Abbiamo anche vinto una gara, in condizioni proibitive. A Le Castellet abbiamo iniziato bene in qualifica, dove ho fatto degli ottimi giri ed eravamo a lottare con i migliori. In gara poi eravamo molto competitivi, specialmente a livello di strategia dopo aver approfittato della prima safety car. Peccato, c’è amarezza per il ritiro, perché abbiamo guidato bene entrambi e la squadra ha lavorato benissimo. Ora dobbiamo subito concentrarci per il 2021, dove arriveremo con maggiori certezze, e abbracciare tutti quelli che ci hanno sostenuto in un anno così sofferto a livello globale. Penso al team, ai nostri partner, alla famiglia, a chi ci segue sempre: lo sforzo da parte di tutti è stato eroico”.

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