“Per il mio partito e per il mio gruppo approvare la riforma della legge elettorale è un’assoluta priorità. E assolute priorità e criteri non negoziabili sono, da una parte, che alla fine si giunga all’approvazione di una legge elettorale che consenta la stabilità e la governabilità del Paese e dall’altra che si restauri quel rapporto tra eletti ed elettori che è tanto importante anche al fine di garantire autorevolezza e ruolo del Parlamento. Questa limpida intenzione di arrivare a una legge elettorale in tempi rapidi ci impone di guardare con occhi sgombri e sinceri a un problema che non è solo politico ma è anche tecnico, di organizzazione dei lavori parlamentari e che riguarda essenzialmente il Senato. La legge elettorale avrà la necessità, innanzitutto, di essere costruita intorno ad un numero di senatori e di deputati certo.”

Lo ha dichiarato la senatrice del PD, Anna Finocchiaro, che aggiunge: “E certo non è nel momento in cui è in discussione in quest’aula un provvedimento che ha già definito il numero dei deputati e ha legato il numero dei senatori all’ipotesi di Senato federale, che non sappiamo se vedrà mai la luce in questa legislatura e che, se anche se fosse approvato, non lo sarebbe con la maggioranza dei due terzi necessaria per l’immediata entrata in vigore della riforma, lasciando aperta la possibilità del referendum confermativo. Allora io mi chiedo come si fa a definire una riforma della legge elettorale che deve fare riferimento a un numero di parlamentari certo e anche a una certa forma di governo, come si fa a dare un cammino efficace e spedito alla riforma della legge elettorale quando resiste l’ipoteca di una riforma costituzionale che noi riteniamo essere destinata ad una fine infelice, sia nel caso che venga approvata che nel caso non lo sia? Per questo abbiamo proposto che le riforme costituzionali, fino a quando questo nodo politico, istituzionale e legislativo non verrà sciolto dalle forze politiche, non tornino in aula. In più abbiamo aggiunto che però il lavoro che è stato fatto da quest’aula, finora, sulla riduzione del numero dei parlamentari venga stralciato per essere messo in sicurezza. La riduzione del numero dei parlamentari, infatti, è una promessa che dobbiamo mantenere e credo che l’ipotesi che faccio potrebbe essere una delle soluzioni per uscire dal gorgo in cui ci troviamo. “

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