depaoliAnche il sindaco di Pavia, Massimo Depaoli (PD), si dissocia (come molti altri sindaci d’Italia) dalla circolare emanata questa mattina dal Ministro degli Interni, Angelino Alfano, nella quale si chiedeva ai Comuni di non trascrivere le unioni gay celebrate all’estero.

“Nello scorso Consiglio Comunale – spiega Depaoli – si è votato favorevolmente affinchè provveda alla trascrizione delle unioni omosessuali avvenute all’ estero. Un fatto che riguarda poche coppie della nostra città, una presa di posizione precisa ma poco più che simbolica: nei fatti il Comune prende atto che, in assenza di una normativa nazionale, un’unione sia stata registrata in un altro Stato.

Non è una novità assoluta in Italia, molti Comuni- per esempio Bologna, Grosseto, Empoli, Napoli- lo fanno da mesi; da ieri a questa lista si è aggiunta pure Milano. Il nostro indirizzo era subordinato ad una richiesta di chiarimento al Ministero dell’ Interno sulla validità di questa azione.
Dopo le dichiarazioni di Alfano di oggi ci tengo a precisare che non ritengo sufficiente una circolare misteriale, tra l’altro completamente sconfessata da una larga parte della maggioranza parlamentare a cui il Ministro dovrebbe rispondere, per mettere il punto su questa vicenda.

Come altri Sindaci ci tengo a dire che, finchè la contrapposizione sarà tra chi chiede più diritti da una parte e chi prova a tirare il freno a mano su una qualsiasi legge nazionale che tuteli di più le coppie dello stesso sesso dall’ altra, saprò bene da che parte stare.
Non per una qualche forma di opportunismo politico ma- semplicemente- perchè credo sia una cosa giusta” – conclude il sindaco di Pavia.

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