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Padova è tra i comuni capoluogo italiani più maturi dal punto di vista digitale. È quanto emerge dall’Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo, realizzata da FPA, società del gruppo DIGITAL360, per Deda Next, realtà impegnata nell’accompagnare la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione e delle aziende di pubblico servizio, presentata oggi a FORUM PA 2023.

La ricerca, giunta alla quinta edizione, offre un’affidabile analisi aggiornata all’aprile 2023 dello stato di avanzamento delle principali amministrazioni comunali italiane negli obiettivi di digitalizzazione individuati dalle strategie nazionali, secondo il modello Ca.Re. (Cambiamento Realizzato) di Deda Next.

Il risultato è una classificazione dello stato di maturità digitale delle 110 amministrazioni capoluogo, in base al loro posizionamento rispetto a tre dimensioni strategiche: l’offerta online di servizi (Digital public services), l’integrazione dei sistemi comunali con le piattaforme nazionali (Digital PA) e l’attivazione di strumenti di trasparenza, informazione e interazione digitale (Digital Openness).

Come effetto dei traguardi posti dal PNRR, che ha innalzato gli obiettivi di innovazione per le amministrazioni, l’edizione 2023 è stata condotta aggiornando coerentemente gli indicatori ed introducendo standard più elevati di misurazione della maturità digitale dei Comuni al fine di offrire una fotografia dei percorsi di evoluzione dei Comuni Capoluogo conforme al mutato scenario di contesto.

Dall’analisi emerge che Padova ha un indice Ca.Re. pari a 72, riflesso delle significative performance dell’Indice Digital Public Services pari a 61, dell’Indice Digital PA pari a 87 e dell’Indice Digital Openness pari a 70.

(La valutazione è basata su un punteggio da 0 a 100)

Margherita Cera, Assessora alle Risorse Umane, Programma Agenda Digitale, Servizi Informatici e Telematici, Soft City, sottolinea: “Padova si conferma come Comune ad avanzata maturità digitale: è un riconoscimento importante delle iniziative che l’Ente ha portato avanti per rispondere alla sfida della digital transition. In questi anni, il Comune ha implementato numerosi servizi digitali per i cittadini, dai pagamenti online alla possibilità di depositare atti e istanze, ha avviato un percorso di digitalizzazione degli archivi dell’edilizia privata, investito nella conservazione in Cloud dei documenti informatici e implementato nei processi interni, anche in via sperimentale, l’utilizzo di nuove tecnologie quali l’intelligenza artificiale, il digital twin e I’IoT. Grazie ai fondi del PORFESR 2014-2020 il Comune di Padova ha implementato la piattaforma My Data con informazioni raccolte anche da altri Enti pubblici e privati nell’intento di perseguire quella “cultura del dato” che consente di offrire migliori servizi al cittadino e di orientare le decisioni politiche sulla base delle informazioni raccolte e delle reali esigenze della comunità. Questi obiettivi sono stati raggiunti anche grazie al percorso di formazione dei dipendenti che hanno accettato di accrescere le proprie competenze in ambito informatico. Queste e molte altre sono le iniziative che hanno consentito alla città di Padova di essere riconosciuta quale Comune ad avanzata maturità digitale. Ulteriori passi avanti verranno fatti grazie ai fondi del PNRR (circa due milioni di euro sulle linee di azione della transizione digitale) e del PORFESR 2021-2027 (circa 1,8 milioni di euro per la digitalizzazione dell’intera Area Urbana) già stanziati, rispettivamente, da un lato per completare la migrazione in Cloud e aumentare il numero dei servizi digitali al cittadino in particolare implementando le applicazioni di PagoPa, della App Io e della piattaforma delle notifiche digitali; dall’altro lato, per ultimare i progetti My City e My Data. Grazie al piano triennale di transizione digitale il Comune mira ad una pianificazione sistematica delle azioni da intraprendere per milestone progressive verso l’obiettivo della transizione digitale”.

“Presentando la scorsa edizione dell’indagine ci lasciammo con la fotografia di un percorso di digitalizzazione dei Comuni avviato, mentre ci si preparava a partecipare ai bandi del PNRR con ancora molte incognite sul tavolo. Oggi, con questa nuova e articolata edizione aggiornata in funzione degli obiettivi del PNRR, insieme a FPA possiamo affermare che il primo effetto di accelerazione del Piano sulla digitalizzazione è più che tangibile. Sul fronte del completamento nell’adozione delle misure funzionali ai parametri di valutazione del PNRR e sulla progettualità digitale la Pubblica Amministrazione Locale è promossa. Ora si passa alla seconda e fondamentale fase: l’attuazione. Serve grande concentrazione da parte delle amministrazioni e di tutti i partner privati che, come noi, si sono preparati investendo in soluzioni e competenze perché vogliono e hanno la responsabilità di accompagnarle nell’esecuzione della progettualità. La data di scadenza dell’attuazione è certamente il 2026, ma va considerata come base su cui esprimere sempre nuovo potenziale di servizio nei prossimi decenni. Un’amministrazione pienamente digitale cambia il rapporto tra PA e imprese, tra PA e cittadini. Definisce processi più snelli, sistemi di autorizzazione più rapidi e efficaci. Una nuova generazione di servizi digitali che sia aderente a questo modello ha un impatto significativamente positivo sul sistema sociale e sul sistema economico. Gli elementi per avere successo e rendere la digitalizzazione fattore chiave per l’intero Piano e le sue ricadute ci sono e noi siamo convinti che i Comuni proseguiranno nella loro rapida trasformazione” sottolinea Fabio Meloni, CEO di Deda Next. “Padova che supportiamo con le nostre soluzioni di back-office in ambito contabilità, è anche quest’anno tra i comuni più virtuosi e continua a lavorare per migliorare ulteriormente la propria maturità digitale”.

PNRR e Comuni digitali

Nel 2023 prende il via la fase di implementazione dei progetti per la digitalizzazione degli enti locali finanziati nell’ambito di PA Digitale 2026. A partire dal 2022, sulla piattaforma sono stati pubblicati 12 avvisi destinati ai Comuni. Un’opportunità a cui le amministrazioni hanno risposto con grande proattività: circa il 98% ha ottenuto almeno un finanziamento sulle diverse misure attivate.  Al 21 aprile 2023 risultano assegnati poco meno di 1,9 miliardi, di cui 187,3 milioni ottenuti dai soli comuni capoluogo.

I tassi di adesione maggiori si registrano soprattutto nella migrazione in cloud, con oltre 691 milioni di euro attributi a un totale di 7.355 Comuni (il 93,1%), e nel miglioramento dei servizi digitali, con oltre 774 milioni assegnati a 6.596 Comuni (83,5%). Se si guarda ai soli capoluoghi, tutti i 110 hanno ottenuto un finanziamento per la migrazione in cloud, 103 per il miglioramento dell’esperienza del cittadino. Il 70,8% dei Comuni italiani ha ottenuto un finanziamento per completare l’adozione di SPID e CIE, il 65% per l’onboarding dei servizi sull’app IO e il 54,5% per l’integrazione dei propri servizi di pagamento su pagoPA, il 63,3% per l’adesione alla nuova Piattaforma notifiche digitali, il 51,2% per lo sviluppo di API sulla PDND.

La grande “ricettività” mostrata dai Comuni italiani rispetto alle opportunità del PNRR è la condizione ottimale per un deciso balzo in avanti verso i livelli di maturità digitale più elevati dell’Indice Ca.Re per la quasi totalità delle diverse realtà territoriali.

I trend di digitalizzazione dei Comuni

Servizi digitali. Nell’indagine, si conferma discreto il livello di offerta di servizi digitali delle città capoluogo. Su 26 procedure considerate, in media ci sono 11,6 servizi disponibili digitalmente per Comune. Complessivamente, quelli maggiormente disponibili online sono i servizi per l’istruzione, come l’iscrizione alla mensa scolastica (in 102 Comuni su 110), quelli meno disponibili sono le richieste di pubblicazione di matrimonio e di sepoltura di un defunto, fruibili digitalmente solo in 15 città.

Piattaforme nazionali. A livello complessivo cresce l’adozione delle piattaforme abilitanti. Tutti i Comuni capoluogo prevedono ormai l’autenticazione ai servizi tramite SPID, 74 su 110 hanno integrato l’accesso “Entra con CIE”. Le transazioni registrate dei 110 Comuni capoluogo su pagoPA dal lancio della piattaforma ad oggi hanno raggiunto i 46,1 milioni di euro, contro i 27,3 milioni rilevati nello stesso periodo dell’anno precedente, +68,7%. I servizi erogati esposti sull’app IO sono passati da 1.555 a 1.987, +27,8%.

Comunicazione. Facebook si conferma il canale più diffuso tra i Comuni capoluogo, presente in 105 Città su 110, seguito da YouTube (100), Instagram (93) e Twitter (90). Più bassa la diffusione di LinkedIn (52) e di Telegram (36), la cui presenza nelle città si è ridotta rispetto allo scorso anno, a seguito della disattivazione di molti canali inutilizzati.

Open Data. Sono 71 i Comuni capoluogo che rendono disponibili dati in formato aperto sui propri portali o sulle piattaforme regionali dedicate agli Open Data, per oltre 16.600 dataset pubblicati (+5,2%). Tra questi, 47 alimentano il catalogo nazionale dati.gov.it per via diretta o intermediata dalle Regioni, e 14 città hanno federato il proprio catalogo con il portale nazionale, registrando i livelli più alti di conformità.

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