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Nel mondo della salute e del benessere, l’osteopatia trova spazio distinguendosi come disciplina che guarda la complessità dell’individuo nella gestione di numero disturbi, tra cui il colpo di frusta. In questa intervista esclusiva, abbiamo avuto l’opportunità di dialogare con Luca Signorini, osteopata specializzato in terapie manuali a Cremona con grande esperienza, che un approccio semplice e divulgativo, ci guiderà attraverso le basi di anatomia e fisiologia per poi parlare dell’importanza di una valutazione osteopatica mirata per approfondire le cause, i sintomi e le soluzioni che si possono offrire.

“Buongiorno Signorini, grazie per essere con noi. Oggi parleremo di un argomento molto attuale: l’osteopatia applicata al trattamento del colpo di frusta. Può presentarci brevemente il tema e spiegare perché è importante affrontarlo in chiave osteopatica?

Buongiorno! Il colpo di frusta è un evento traumatico che può capitare a tutti, e può avere diversi gradi di gravità con conseguenze e adattamenti variabili sia nel breve che nel medio e lungo termine. L’approccio osteopatico non ha nulla di miracoloso, ma propone una valutazione di tutto il corpo, partendo dal sintomo e dalla cascata di eventi che l’hanno causato. L’osteopatia si basa quindi sulla prevenzione e gestione del dolore tramite il trattamento manuale verso quegli atteggiamenti disfunzionali del corpo che facilitano il dolore. Di conseguenza in un disturbo come il colpo di frusta che coinvolge non solo il tratto cervicale dove spesso si lamentano i sintomi, ma anche il sistema cranio facciale e il torace è importante avere un approccio più ampio.

“Per comprendere appieno il valore dell’osteopatia nel trattamento del colpo di frusta, quali sono gli elementi di anatomia e fisiologia più importanti relativi alle strutture del corpo coinvolte?”

Il tratto cervicale è la struttura centrale di questo problema perché qui si concentrano i sintomi maggiori conseguenti al colpo di frusta. La composizione di questo tratto della colonna è di sette vertebre contenute dal sistema legamentoso, i dischi intervertebrali, e un complesso di strati muscolari che svolgono sia movimenti grandi e grossolani, sia movimenti piccoli e fini, con lo scopo di stabilizzare la colonna, sostenere il capo per mantenere l’orizzontalità dello sguardo, e ovviamente garantire l’efficienza posturale e di movimento, che nel collo è molto ampio. Il tratto cervicale quindi sostiene il sistema cranio facciale che come vedremo non è da trascurare e si appoggia sul torace il quale rappresenta l’impalcatura su cui il collo fa leva durante per esempio il colpo di frusta in un incidente stradale. Già solo conoscendo queste strutture ci si può fare un’idea dell’integrazione tra sistemi corporei e distretti diversi: il ruolo dell’osteopata è quello di districarsi tra questi sistemi, individuare gli atteggiamenti disfunzionali e approcciarli con il trattamento, in modo da facilitare il movimento e attenuare il dolore.

“Ora ci può spiegare in che cosa consiste il colpo di frusta, evidenziando i principali sintomi e le cause che lo determinano?”

Il colpo di frusta, in inglese chiamato “whiplash”, è un evento costituito da brusco e traumatico movimento combinato di flessione ed estensione del collo. Questo evento ha chiaramente tantissime variabili anche perché il colpo può avvenire in tante circostanze diverse e quindi il trauma si può arricchire di altri parametri di movimento distorsivo come la flessione laterale e la rotazione del collo. Non bisogna dimenticare che il colpo di frusta non avviene solo in conseguenza ad un incidente stradale (causa comunque molto frequente), ma può avvenire anche in seguito a cadute accidentali o traumi diretti come in caso di abuso o di sport di contatto. Sempre rispettando con delicatezza il contesto in cui ci si trova, è importante indagare la dinamica dell’evento per avere un’idea più chiara delle strutture da trattare o non trattare.

La sintomatologia è variabile e consiste principalmente in dolore cervicale diffuso, rigidità del collo, mal di testa, capogiri e talvolta sintomi anche su spalle e braccia. Detto questo anche il torace e il volto possono essere dolenti: se pensiamo al trauma in un incidente stradale, la tensione della cintura di sicurezza o il rimbalzo dell’airbag possono contribuire a creare alcuni dei dolori che si riscontrano di solito.

“Quali sono i passaggi chiave della valutazione osteopatica nel caso di un paziente che ha subito un colpo di frusta? Quali sono gli aspetti che si analizzano e come si definisce un piano di trattamento personalizzato?”

La valutazione osteopatica inizia con una raccolta dettagliata dei dati della storia clinica del paziente, seguiti ad una serie di test che includono l’osservazione posturale e un esame che possa quantificare la mobilità a disposizione, il tono muscolare e la qualità della funzione articolare. Il punto centrale di questa valutazione sta nell’interpretazione del dolore e nell’individuazione di situazioni non di competenza. L’individuazione degli atteggiamenti disfunzionali, ovvero quelle aree che non rispettano una normale funzione fisiologica (anche senza essere collegate direttamente al dolore), rappresenta il passaggio che permette di capire come strutturare il piano di trattamento nel breve e medio periodo. Se riflettiamo su quanto visto in precedenza è possibile immaginare qualche scenario. Il dolore cervicale va valutato in funzione della capacità residua a livello articolare e muscolare non solo posteriormente, ma anche nella muscolatura anteriore che come accade per il muscolo SCOM sterno-cleido-occipito-mastoideo, si occupa di accompagnare per esempio la flessione e la rotazione. Poi il sistema cranio facciale deve essere studiato per esempio nella parte mandibolare che essendo anch’essa molto mobile può risentire delle conseguenze di un trauma. Da qui si passa al tratto toracico e del cingolo scapolare, per identificare atteggiamenti disfunzionali a livello costal e vertebrale e con conseguenze nella qualità della funzione respiratoria, o creando disagio nella mobilità di spalla. Infine, non bisogna tralasciare gli elementi potenzialmente disfunzionali più periferici come la colonna lombare che magari non è direttamente colpita, ma per esempio in una cadura o in un incidente stradale può essere una fonte di adattamenti posturali rispetto alle disfunzioni precedentemente elencate. È chiaro che qui si fanno solo degli esempi: il contesto va valutato sempre individualmente e con attenzione per non farsi ingannare dalla situazione.

“Molti pazienti si chiedono quando scegliere l’osteopatia. Può elencare i principali vantaggi del ricorso all’osteopatia per il trattamento del colpo di frusta?”

Questa è una domanda molto interessante perché il trattamento osteopatico è utile sia in fase acuta che sub acuta oltre che cronica. La differenza la fa l’indicazione o meno al trattamento e la tipologia di approccio. L’indicazione al trattamento per esempio in un trauma appena avvenuto è da inquadrare: dopo un incidente stradale, la comparsa di sintomi quali il mal di testa o il dolore cervicale o i capogiri sono da mettere in sicurezza, quindi è corretto fare gli opportuni esami ed escludere condizioni mediche più gravi. Il tipo di approccio è chiaramente molto individuale. È giusto rispettare lo standard, ma è anche giusto adattare il tipo di tecniche manuali alla persona che si ha davanti. La valutazione in questo senso torna utile: già solo conoscere elementi come età, dinamica del trauma e storia clinica pregressa, può fare una differenza enorme nel tipo di trattamento a parità di colpo di frusta avvenuto in circostanze simili.

“Grazie per questa dettagliata panoramica sull’osteopatia e il colpo di frusta. Quale messaggio finale vorrebbe lasciare ai nostri lettori?”

Desidero sottolineare l’importanza di una valutazione tempestiva e accurata. Senza cercare di generare ansia o panico, bisogna ricordare che il colpo di frusta, come tutti i traumi distorsivi, non è esente da conseguenze. Quindi se non trattato adeguatamente può creare adattamenti e rimodellamenti dei tessuti articolari che nel tempo possono portare a problemi subdoli e complessi da trattare. Rivolgersi ad un osteopata, quando c’è indicazione medica, significa prendersi cura di questi aspetti e fare un lavoro di prevenzione per garantire una qualità della vita migliore.

“Grazie per aver seguito questa intervista, e grazie a Luca Signorini, osteopata a Cremona , che con la sua esperienza ci ha aiutato ad esplorare questo aspetto della salute e di come essa si sposa con il trattamento osteopatico.”

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