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Diversamente rispetto ad altri animali, gli orsi in Italia non sono particolarmente numerosi, soprattutto in virtù del rischio estinzione che c’è stato in passato per questi animali, prima che alcuni interventi animalisti, coordinati soprattutto dall’Unione Europea, permettessero di ripopolare la famiglia degli orsi in alcune zone italiane. Per questo motivo, è piuttosto raro venire a contatto con un orso in Italia, per quanto sia comunque necessario sapere dove vivono e, soprattutto, quali sono le loro abitudini, in zone che potrebbero essere frequentate anche dall’uomo.

Monitorare gli spostamenti degli orsi è molto importante per tenere sempre aggiornati i dati circa la loro presenza sul territorio e per farlo gli enti preposti sfruttano svariati strumenti tecnologici, inclusi dei dispositivi di Fototrappola che consentano di tracciare gli spostamenti degli animali anche al buio. In linea del tutto generale, è importante cercare di capire dove vivono gli orsi in Italia e, soprattutto, quanti ne sono, ponendo l’accento anche a proposito di quale deve essere il comportamento da adottare nel momento in cui si incontra un orso, per evitare di essere aggrediti e per non avere un contatto spiacevole con l’animale.

Quanti orsi ci sono in Italia e dove vivono?

Un primo interrogativo necessario, a proposito della presenza degli orsi in Italia, riguarda il numero complessivo di questi animali all’interno del nostro paese. In passato, gli orsi erano molto meno numerosi in Italia e, addirittura, si sono ritrovati al rischio estinzione all’interno della penisola in virtù di un comportamento sbagliato, soprattutto in termini di caccia, da parte degli italiani. L’operazione Life Ursus ha portato a catturare 10 esemplari di orsi in Slovenia, di cui sette femmine e tre maschi, per poi trasportarli in Italia, dove, per mezzo di accoppiamenti, la popolazione degli orsi è salita fino a circa 200 esemplari, in questo momento presenti in Italia.

Per quanto incontrare un orso e venire a contatto con quest’animale non sia molto semplice, dal momento che sono rintanati in zone piuttosto distanti dalla percorribilità umana, gli orsi si trovano generalmente in tre aree distinte italiane: il Trentino occidentale, il Friuli Venezia Giulia, nella zona che si trova al confine con l’Austria e la Slovenia, e l’Appennino centrale, nel punto di congiunzione tra Abruzzo, Lazio e Molise. Tutte e tre le zone, naturalmente, sono adatte agli orsi per quanto riguarda habitat e caratteristiche del territorio, spesso piuttosto difficile da praticare per un essere umano, a meno che non si sia appassionati di panorami e di bellezze naturali e ci si voglia ad entrare in luoghi piuttosto lontani dalla civiltà.

Come comportarsi se si incontra un orso

Dopo aver compreso quanti sono gli orsi in Italia dove vivono, è importante sottolineare anche quale sia il comportamento di questo animale. L’orso, generalmente, non è un animale aggressivo, ma tende ad essere piuttosto schivo nei confronti dell’uomo, spesso allontanandosi o scappando se viene a contatto con un essere umano. Tuttavia, il bisogno di proteggere la prole o il cibo, soprattutto in periodo antecedente al letargo o nella stagione dell’amore, potrebbe rendere l’orso più aggressivo nei confronti dell’uomo, anche se generalmente l’animale attacca solo se si sente particolarmente in pericolo o vede l’azione dell’uomo in quanto minaccia per la salvaguardia del suo territorio.

È importante, soprattutto se si incontra l’orso in maniera casuale, non dare assolutamente prova che si possano minacciare i suoi figli o il suo cibo, con movimenti sbagliati o troppo bruschi. Tuttavia, nel periodo della stagione dell’amore, potrebbe non essere abbastanza, dal momento che l’orso tende ad essere più protettivo e, per questo motivo, aggressivo. Prima di attaccare, tuttavia, l’orso cerca di dissuadere l’uomo dalla presenza nel territorio per mezzo di un finto attacco, attraverso il quale digrigna i denti pur senza proseguire con un attacco e vero e proprio. Quello è il segnale che bisogna allontanarsi più possibile, non infastidendo ulteriormente l’animale che, se provocato, può correre fino a 50 km/h ed essere piuttosto pericoloso.

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