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orlandoconvegnoRoma (21.05.15) – Successo e ampia partecipazione si è registrata ieri (20 maggio) presso la Sala Santa Maria in Aquiro del Senato a Roma per il convegno promosso da Equality Italia di Aurelio MancusoDiritti delle coppie omosessuali: la parola al Parlamento“, alla presenza del ministro della giustizia Andrea Orlando, della senatrice Monica Cirinnà e numerosi autorevoli ospiti tra giuristi e accademici.

Il convegno è stato coordinato da Daniele Ferrari, curatore del libro “Lo status giuridico delle coppie same sex: una prospettiva multilivello“, edito da Primiceri Editore. Proprio dalla presentazione e dai contenuti del libro, definito dal ministro “un’analisi puntuale e completa sul tema” hanno preso spunto i vari interventi in sala e il partecipato dibattito finale.

«Va ricercato in Parlamento il più alto consenso possibile. C’è l’opportunità di dare al Paese una legge adeguata. Non bisogna sprecare questa occasione. Nè farne motivo di scontro ideologico». Sono state le prime parole dell’intervento di apertura del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, parlando del testo della senatrice del Pd Monica Cirinnà, che dovrebbe arrivare in Aula entro fine luglio. “Basta – ha detto il ministro – con la contrapposizione tra «affermazione dei diritti delle famiglie» e «la negazione degli altri diritti – «La commissione Giustizia del Senato ha svolto un importante lavoro, con un disegno di legge che ha il merito di colmare un deficit. Il Parlamento ha l’opportunità di avviare una discussione partendo dal modello tedesco su un testo che può determinare sufficiente consenso per la sua approvazione». Con un parallelismo tra benessere economico e avanzamento sociale, ha espresso l’auspicio che «i primi segnali di ripresa economica possano essere la rondine di una primavera dei diritti»”. Per il ministro della Giustizia va respinta l’obiezione del «benaltrismo, di chi dice ‘si può fare ben altro’ ma poi non fa niente», come pure quella di chi ritiene che «l’estensione dei diritti a persone dello stesso sesso possa minare la famiglia tradizionale». A questo proposito, ha rimarcato infatti come «la contrapposizione retorica tra la promozione dei diritti della famiglia e il riconoscimento delle unioni civili ha portato solo due tristi primati: siamo tra gli ultimi sia nelle politiche per la famiglia, sia nel riconoscimenti dei diritti civili». Sottolineando come non esista sul punto un «patto di maggioranza», Orlando ha affermato che «il passaggio va affrontato con molta pazienza e con grande determinazione evitando che il tema diventi motivo di uno scontro ideologico sulla pelle di cittadini che da tempo attendono questo traguardo». «Non credo nelle conversioni– ha quindi aggiunto, in riferimento alle prevedibili difficoltà che avrà il testo – ma in altre occasioni sono stati abbandonati i toni da crociata. È più importante il risultato che la campagna ideologica che si può costruire».

«Stiamo lavorando, saranno giorni molto duri – ha detto la senatrice PD Monica CirinnàSono qui in rappresentanza degli altri 9 colleghi che hanno votato il mio testo. Alcuni vengono anche dall’ala cattolica del Pd. Bisogna uscire da logiche ideologiche».

«Il disegno di legge dà la possibilità a tutti di dare riconoscimento giuridico alla propria famiglia e al proprio amore. Dividersi tra cattolici e non cattolici è l’errore più grave che si possa fare in questo momento». È l’appello che Monica Cirinnà, senatrice del Pd che ha presentato il disegno di legge sulle unioni civili, rivolge ai suoi colleghi di partito e di maggioranza. Parlando ad un convegno di Equality Italia per la presentazione del libro ‘Lo status giuridico delle coppie same-sex: una prospettiva multilivello’ a cura di Daniele Ferrari e edito da Primiceri Editore, Cirinnà ha affermato che i nemici della legge sono «gli omofobi, i bigotti e la disinformazione. Non c’è stato uno stop del governo alle unioni civili, il testo andrà in Aula. Certo – ha aggiunto – abbiamo 4.300 emendamenti, 700 del senatore Malan di Forza Italia e circa 2mila di Ncd, di cui la maggior parte di Giovanardi». «Esiste un ‘canguro’ gay?», ha quindi detto in riferimento alla strategia per sfrondare gli emendamenti da esaminare, «può darsi…». Cirinnà ha quindi azzardato la previsione sui tempi di approdo nell’Aula di Palazzo Madama: «Entro la secondo metà di luglio, compatibilmente con la riforma della scuola e la quarta lettura della riforma costituzionale. Ma non ci possiamo permettere di dare ancora l’idea di una politica che parla e non fa». «È un provvedimento che aspettiamo da quasi 30 anni. – ha detto il presidente di Equality, Aurelio MancusoIl primo testo depositato è del 1986. La politica non può ignorare una evoluzione che è indubbia e che le corti in tutta Italia hanno già riconosciuto».

Oltre al ministro Andrea Orlando e alla senatrice Monica Cirinnà, sono intervenuti il curatore del libro Daniele Ferrari (Università di Genova), Aurelio Mancuso (presidente Equality Italia), Giacinto Bisogni (consigliere presso la Suprema Corte di Cassazione), Damiano Fiorato (avvocato in Genova), Alberto Figone (avvocato in Genova), Anna Lorenzetti (Università di Bergamo), Andrea Perelli (Università di Genova).

(Nella foto: il ministro Andrea Orlando apre i lavori del convegno).

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