Negli ultimi anni, si parla molto spesso del cannabidiolo e delle sue proprietà. Il CBD, isolato per la prima volta nel 1940 da R. Adams e dalla sua equipe scientifica, è finito nel dimenticatoio per via dell’isolamento del THC arrivato esattamente due anni dopo.

Di recente, i riflettori si sono riaccesi sul CBD per via di alcuni cambiamenti normativi che lo hanno visto protagonista. In Italia, parliamo di preciso della Legge 242/2016, grazie alla quale è diventata disponibile su larga scala la cannabis depotenziata, caratterizzata cioè da una percentuale di THC molto bassa, compresa tra lo 0,2 e lo 0,6%.

La tipologia di cannabis appena citata si contraddistingue per la presenza di un alto dosaggio di CBD. Quando si chiama in causa questo principio attivo della cannabis, sono diverse le curiosità che è possibile citare. Scopriamone alcune nelle prossime righe.

L’olio di CBD è stato uno dei prodotti naturali più venduti durante la prima fase della quarantena

L’olio CBD è un prodotto naturale oggi molto popolare. La svolta per la sua fama è arrivata da relativamente poco tempo: tutto è infatti iniziato nel 2020, in concomitanza con lo scoppio dell’emergenza sanitaria.

Le persone, che si trovavano ad affrontare una situazione stressante di natura inedita, hanno cercato prodotti capaci di attenuare i sintomi dell’appena menzionata condizione e, nel contempo, di non provocare effetti collaterali. L’olio di CBD soddisfa alla perfezione questi criteri. Per amor di precisione, bisognerebbe ricordare la sua capacità di tenere sotto controllo gli effetti psicoattivi del THC, noto esito collaterale del più famoso dei cannabinoidi.

Il CBD non è una sostanza dopante (da poco)

Il CBD si contraddistingue per diversi effetti positivi per chi pratica sport. Tra questi, è possibile citare la sua efficacia analgesica e antinfiammatoria, proprietà che risultano particolarmente utili in caso di piccoli infortuni.

Viene naturale chiedersi se sia o meno considerato una sostanza dopante per chi pratica sport ad alti livelli. La risposta è no. Il CBD non è considerato doping ma da poco. Le cose, infatti, sono cambiate a livello internazionale solo nel 2018.

L’olio di CBD non è puro

L’olio di CBD non è mai puro. Come mai? Il motivo è legato al fatto che, se lo fosse, il principio attivo a cui è dedicato l’articolo sarebbe di fatto impossibile da assimilare da parte dell’organismo.

Gli oli vettore per diluire il CBD sono diversi

Il CBD può essere diluito in diversi oli vettore. I più famosi sono l’olio MCT, l’olio di oliva, l’olio di semi di canapa, l’olio di semi di cumino nero. Ciascuno si contraddistingue per proprietà specifiche. Qual è il migliore? Gli esperti di prodotti a base di canapa non si sono mai pronunciati ufficialmente in merito in quanto tutto dipende dalle esigenze della singola persona e dalla necessità di integrare l’assunzione di un micronutriente piuttosto che di un altro. Di certo c’è però che, nel momento in cui si chiama in causa l’olio MCT, si inquadra un’opzione particolarmente vantaggiosa per via della sua alta digeribilità e dell’ottima biodisponibilità.

L’olio di CBD può essere utile per la salute del cuore

Oggi come oggi, quando si sente una persona dire “Assumo olio di CBD”, è naturale farsi venire in mente immagini legate alla necessità di rilassarsi. Forse non tutti sanno che, in virtù delle sue proprietà antiossidanti e antinfiammatorie, l’olio di CBD è ottimo anche per il cuore. Dati alla mano, la sua assunzione potrebbe fare la differenza per quanto riguarda la prevenzione di patologie come l’aterosclerosi. Fondamentale è però ricordare che, oggi come oggi, le evidenze scientifiche in merito sono frutto soprattutto di lavori svolti su modelli animali.

L’olio di CBD può essere aromatizzato

Per rendere il prodotto più piacevole da assumere, molte aziende scelgono di aromatizzarlo con diversi oli essenziali, per esempio quello alla menta.

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