IMMAGINE 1 - COPERTINAA(di Jessica Sabatelli) Il passare degli anni e la giovinezza che se ne va è un argomento gettonatissimo, soprattutto per chi simpaticamente “non accetta” un inevitabile invecchiamento.

Ci si accorge, a un certo punto, di non riuscire a fare cose che prima si facevano o di non farle più allo stesso modo, l’aspetto cambia, la pelle è meno distesa e si è sempre meno giovani; un processo che Madre Natura ci impone!

Di certo è impossibile non notare che alcune persone invecchiano prima di altre e viceversa, e gli scienziati hanno trovato una risposta: non è solo una questione di aspetto, ma c’è una ragione se esistono individui che invecchiano prima e altri dopo.

Uno studio, pubblicato su Genome Biology, sembra aver scoperto un Test capace di indicare quanto in fretta una persona stia invecchiando! Senza dubbio, questo sensazionale esame potrebbe prevedere la futura comparsa di “malattie senili”, come la demenza e l’Alzheimer.

L’esame, chiamato “healthy age score”, sarebbe tutto merito del ritrovamento di una particolare sequenza di geni, che mostrerebbe, letteralmente, quanto “bene/correttamente” stiamo invecchiando.

Usiamo il giorno di nascita, o età cronologica, per giudicare dalla loro assicurazione di quanti interventi medici hanno necessitato”, spiega James Timmons, ideatore dello studio al King’s College di Londra.

La maggior parte delle persone accetta che tutti a 60 anni non sono la stessa cosa, ma non c’è stato alcun test affidabile per indicare l’età biologica”.

Il team di Timmons ha scansionato oltre 54.000 geni di persone sane fra i 25 e i 60 anni, soffermandosi, successivamente, sullo studio di 150 geni che potrebbero indicare la tendenza all’invecchiamento e allo sviluppo di malattie senili.

Prendendo, poi, in esame i risultati di uno studio Svedese che ha raccolto per ben 20 anni dati su un “biologicamente sanissimo” uomo di 70 anni, a partire dal ’95; gli scienziati hanno scoperto che presentava una sequenza di geni che indicava un’ottima salute.

IMMAGINE 2 - ALZHEIMERLa nostra scoperta fornisce la prima robusta ‘firma’ molecolare dell’età biologica negli esseri umani e dovrebbe essere in grado di trasformare il modo in cui ‘l’età’ influisce nel per prendere decisioni mediche…” afferma ancora Timmons, “… questo include coloro che hanno più probabilità di incorrere nell’Alzheimer, come nel trovare quelli ai primi stadi è la chiave per poter valutare dei potenziali trattamenti”.

Sarebbe davvero un’incredibile risorsa riuscire a prevenire disturbi e malattie, prima che si presentino, grazie all’aiuto dei Test genetici.

E speriamo che, un giorno, questi esami siano alla portata di tutti, come una prassi da seguire per ottenere una “mappa” del paziente che possa davvero salvare e migliorare la vita di TUTTI.

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