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Cataract_in_human_eye(di Jessica Sabatelli) La cataratta è un processo di progressiva perdita di trasparenza del cristallino. Questo processo, legato all’ossidazione delle proteine che lo costituiscono, è il risultato di un fenomeno che spesso si verifica con l’aumentare dell’età.

La cataratta è per il 50% causa di cecità (parziale o totale) in tutto il mondo e l’allungamento della vita media ha portato a un aumento del numero dei casi clinici, tanto che oggi l’intervento di asportazione della cataratta è uno dei più eseguiti.

Nei paesi più poveri non è facile effettuare un’operazione chirurgica di questa portata, sia per i costi esosi e sia per le risorse limitate a disposizione; tuttavia, una nuova ricerca ha scoperto un collirio per ridurre la cataratta sugli occhi dei cani, e di certo non mancherà molto affinché un simile risultato non sarà riscontrato anche sugli esseri umani.

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Solitamente la cataratta è associata a fattori legati all’età senile ma può interessare anche età meno avanzate, e la patologia, in questo caso, è legata a fattori secondari (genetica, diabete, infiammazioni, esposizione eccessiva a raggi ultravioletti o infrarossi). Una delle cause più studiate ultimamente dai ricercatori è il fattore genetico. Il Professor Kang Zhang, dell’University of California San Diego, ha studiato i casi di due famiglie che avevano in comune la nascita di un figlio con le cataratte agli occhi: cataratta congenita.

Gli studiosi, in particolare, hanno scoperto come chi soffre di cataratta congenita presenta la mutazione di un gene che produce una molecola chiamata lanosterolo: in sostanza questa molecola agisce impedendo alle proteine che causano la malattia di aggregarsi insieme, formando la famosa patina che oscura la vista.

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Il gruppo di ricerca di Zhang dopo aver sviluppato queste gocce, ha poi isolato un cristallino affetto dalla patologia e lo ha posto in una soluzione a base di lanosterolo per sei giorni: incredibilmente, la cataratta era visibilmente ridotta e il cristallino più limpido!

<<Dopo aver fatto questa scoperta abbiamo somministrato le gocce, due volte al giorno per sei settimane, a cani con la cataratta e gli effetti della malattia si sono notevolemente ridotti>>, afferma il Professore a IFLScience.

Questa ricerca, pubblicata anche su Nature, è durata solo pochi mesi e Zhang afferma che molto probabilmente la cataratta sia ritornata sugli occhi dei cani sottoposti alla cura, dal momento in cui le gocce non sono più state somministrate.

Sicuramente uno degli obiettivi e delle speranze di questa ricerca (che speriamo possa presto riprendere questa sperimentazione) è quello di ideare un farmaco “economico ed efficace” che scongiuri una patologia così diffusa e che soprattutto, grazie all’eventuale sostituzione dell’intervento chirurgico, sia reperibile in qualsiasi parte del mondo, per aiutare tutti coloro che tutt’ora non possono usufruire dell’operazione in quanto vivono in condizioni di povertà.

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