140 Views

Napoli perde uno dei suoi gioielli. Un incendio di vaste proporzioni ha praticamente distrutto, ieri sera, Città della Scienza, il “polo tencologico” aperto a Napoli negli anni ’90 dalla Fondazione Idis che comprende incubatori per imprese e un centro di divulgazione scientifica, con una media di 350mila visitatori l’anno.

Fortunamente nessuna persona è stata coinvolta, grazie anche alla chiusura settimanale del lunedì. Sul posto decine di vigili del fuoco, con le forze dell’ordine che hanno chiuso al traffico via Coroglio, di fronte al mare di Bagnoli, dove sorgeva la struttura. Ancora ignote le cause del disastro: gli investigatori stanno, ora, indagando se l’origine delle fiamme sia dolosa o accidentale ma, visto il rapidissimo propagarsi delle fiamme nei quattro capannoni, l’ipotesi di un gesto criminale è tenuta in forte considerazione. L’area distrutta dalle fiamme è stimata in 10-12 mila metri quadrati, praticamente l’intero centro ad eccezione del «teatro delle Nuvole». I danni sono ingentissimi: sopravvivono solo i muri perimetrali, l’interno dei padiglioni è devastato. Dei numerosi padiglioni che componevano lo `science center´ solo uno è stato risparmiato dalle fiamme. Le testimonianze riferiscono di una estensione rapidissima dell’incendio, complice la gran presenza di legno e altri materiali infiammabili. E così in pochi minuti è andato in fumo un polo – nato dall’intuizione di Vittorio Silvestrini, presidente della fondazione Idis – che in una dozzina d’anni aveva guadagnato consensi e credibilità, non solo come luogo dove apprendere concretamente le leggi della scienza, grazie a decine di esperimenti pratici e dimostrazioni dal vivo, ma anche come centro congressi, centro di alta formazione, incubatore di imprese. Il tutto nello scenario di Bagnoli, il quartiere ex industriale che, conclusa l’era dell’acciaio e dell’Italsider, aveva visto proprio in Città della scienza il primo simbolo concreto di un progetto di bonifica e di rinascita del quartiere. Fuori del museo presenti tutti i 160 dipendenti, angosciati per il loro futuro occupazionale. ”Mi sembra che dietro le fiamme ci sia una mano criminale”, ha commentato Luigi De Magistris, “Ora dobbiamo affidarci completamente alla magistratura per indagini il più approfondite possibili”. Il sindaco di Napoli ha poi lanciato un appello al prossimo governo affinché aiuti la città. “Chiedo al governo che verrà di dare a Napoli una mano perché è stata abbandonata. Senza risorse tante cose non si possono fare”.

Damiano Corò

Comments

comments