19 Views

Ha sventolato ieri, a Jeddah, la bandiera a scacchi della 44^ edizione della “Dakar”, partita il primo giorno dell’anno, ed ha sventolato anche per Movisport, per il suo portacolori, il 52enne torinese Cesare Zacchetti,  uno dei piloti da off road e da grandi maratone su due ruote più conosciuti in Italia. Movisport è stata ancora al fianco del conosciutissimo pilota piemontese non nuovo ad impegni di forte impatto avventuroso e di respiro internazionale, uno tra i piloti “privati”, più in vista in Italia, il quale era alla sua quarta “Dakar”. L’ha corsa di nuovo in sella ad una KTM e l’ha conclusa nel migliore dei modi, in 66^ posizione assoluta su 124 arrivati, secondo tra gli italiani al via e 14° nella speciale classifica Motul riservata ai piloti che hanno corso tutta la gara senza assistenza. Insieme alla sua fida KTM ha percorso ben 8.000 km, di cui 4.300 km di prove speciali suddivisi in 13 tappe, attraversando il territorio selvaggio dell’Arabia Saudita. Deserto, sabbia, roccia e percorsi ricchi di insidie sono state le caratteristiche dell’edizione di quest’anno rivelatasi molto ostica e non certo esente da problemi anche di maltempo. A metà gara, dopo una settimana di sfide Zacchetti è incappato in una pesante penalità per aver oltrepassato il limite di velocità imposto da un controllo “speed limit”, altrimenti la posizione finale avrebbe potuto essere molto più in alto in classifica.

Si è conclusa, tra le auto, anche l’avventura alla “Dakar 2022” di Stefano Sinibaldi si è conclusa. Dopo due settimane intense, ricche di sport, di sofferenza, di sensazioni forti e di grandi stimoli, la “maratona delle maratone” del motorsport ha sventolato la bandiera a scacchi e sotto di essa c’è passato anche il navigatore piombinese che ha affiancato il  romagnolo Andrea Schiumarini a bordo della Mitsubishi Pajero WRC+ preparata da RTeam.

Il team italiano numero 268 – e virtualmente anche di Aci Livorno, che ha seguito con attenzione e passione il proprio associato – è giunta a fine gara in 71^ posizione assoluta69esimi nella classifica T1 Fia Cross Country Rally e 37esimi di categoria – Fia T1.1 4×4 Petrol and Diesel e per Sinibaldi, dopo le sfortunate esperienze del 2016 e 2019 è stata la volta che ha potuto mettersi al collo la medaglia di “finisher”.

Come tradizione vuole la “Dakar”, nei suoi 8000 chilometri di competizione, si è dimostrata una gara non scontata, dove gli oltre 8000 km vanno affrontati con esperienza e molta determinazione. Un’edizione che ha confermato ancora una volta come la Dakar sia il rally raid più duro al mondo e che ha portato uomini e donne a percorrere oltre 8000 km tra i paesaggi selvaggi dell’Arabia Saudita. Dune altissime e con sabbia impalpabile come polvere, piste veloci, rocce e stretti canyon hanno messo a dura prova gli oltre 1000 partecipanti per tutta la durata delle 13 tappe. L’equipaggio, forte anche della sua esperienza nella Dakar per altre edizioni, ha saputo amministrare una gara tutt’altro che facile, a tre quarti del cammino alcuni problemi di natura meccanica hanno rischiato il ritiro, ma grazie al grande lavoro della squadra è stato possibile concludere l’avventura.

INTERVENTO DI ANDREA SCHIUMARINI “Partecipare ad una Dakar vuol dire anche mettersi in gioco ed io l’ho fatto. Potevamo fare di più, come dimostrato nelle prove dove macchina ed equipaggio hanno funzionato perfettamente. Questo sport e questa gara sono come un ingranaggio che deve girare in modo perfetto e questo si raggiunge con l’esperienza e con il duro lavoro. Credo che nella vita sia importante essere sempre concentrati su quello che si fa, per correre verso i propri obiettivi dando il massimo. Solo così si potranno raggiungere i veri risultati. E’ quello che ho fatto in questa Dakar 2022 ed è quello che farò per il futuro.”  

INTERVENTO DI STEFANO SINIBALDI: Il sogno sta svanendo, questi 15 giorni duri, sfiancanti, stressanti ma anche magici sono trascorsi alla fine in un batter di ciglia, per tanto che ci parevano interminabili. Si, abbiamo finito la “Dakar”, credo che abbiamo dato il meglio sia noi come equipaggio che anche la squadra, siamo stati davvero un team fortissimo e soprattutto con ogni componente che non aveva altro che l’obiettivo della bandiera a scacchi. Andrea è stato perfetto, non ha mai perso calma e neppure concentrazione, ha saputo gestire al meglio ogni situazione, anche la più delicata, io da parte mia ho cercato di dare il massimo e penso e spero di esservi riuscito. Spero di poter di nuovo fare coppia con lui per le prossime. Grazie, grazie di cuore a chi ci ha supportato in queste due settimane, il calore che ci è stato fatto sentire dall’Italia è stato commovente ed anche di forte stimolo!”

Comments

comments