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Guidare una moto è sempre un’avventura ma anche raggiungere i padiglioni interni della fiera DI
MBE con un accredito stampa non è cosa da meno, tenuto conto del traffico veronese e delle
informazioni discordanti fornitemi da alcuni operatori. Penso tra me: non dovrò mica orientarmi tra
gli stand con un Garmin? Poco male, tutto questo si concilia molto bene con il trend
assolutamente dominante nel motociclismo di questo decennio: l’adventouring.

Parliamo di quel particolare modo di affrontare la passione su due ruote che prevede un approccio esplorativo e fuoristradistico, in abbinamento a moto con ruote tassellate e sospensioni tarate per
l’assorbimento di ostacoli di ogni genere e sorta (che in linea di massima sono al 99%
rappresentati dal gradino di un marciapiede). Non c’è casa motociclistica che possa dirsi immune
al richiamo dell’avventura: basti pensare che anche un brand nostrano come MV Agusta, da
sempre specializzato in moto stradali veloci, ha già da un paio di anni in catalogo una moto come
l’esclusiva LXP/Enduro veloce. Sempre per stare in ambito tricolore anche Aprilia, Ducati, Moto
Guzzi con le sinoitaliane Benelli, Moto Morini, Morbidelli hanno ormai in cataloga modelli di
questo tipo. Il mercato va in quella direzione!

È un trend iniziato ormai molti anni fa, rinforzato se non addirittura sospinto dalla celebre serie tv
di Ewan Mc Gregor e Charlie Boorman (Long way home, in questo momento in streaming su
Apple TV), alimentato dalle numerose crisi economiche che hanno imposto all’utenza un modello
di consumo razionale: una moto che possa farti fare tutto, dall’aperitivo alla vacanza in Sardegna
funzionando anche come mezzo da commuting per il tragitto casa-lavoro, da solo o in
compagnia.

Eccoci allora tra i padiglioni a notare come questa fiera sia prepotentemente incentrata sul tema
del motociclismo come esperienza: viaggi, shopping, corsi, eventi, tutto gira in quella direzione.
È un evento decisamente a portata di motociclista che si fa apprezzare per la varietà e la quantità
di cose da fare: assistere ad uno show, comprare una tuta in offerta, dotarsi di un nuovo kit di
attrezzi, frequentare un seminario sulla sicurezza in fuoristrada, fare un test drive e non solo
vedere le ultime novità. Per quello c’è EICMA a Milano in Novembre. Non per questo le case
ufficiali snobbano Verona: molte le case presenti con uno stand, tra cui Aprilia, Benelli, BMW, Kawasaki, KTM, Husqvarna, Moto Guzzi, Moto Morini, Triumph Yamaha e tantissima Cina: oltre
alle già citate italocinesi (Benelli, Morbidelli, Moto Morini), Kove, QJ. EICMA a novembre aveva
inoltre mostrato un ulteriore tendenza, quella della penetrazione delle case indiane. Royal Enfield
è una realtà sui generis, non parliamo di quella (presente con un bello stand ma di aziende come
ad esempio HERO, già sponsor in passato di competizioni esotiche come il cricket e l’hockey su
prato ma poco conosciuta in Italia per i suoi modelli a due ruote, TVS (controlla anche la rediviva
Norton).

Chi scrive mancava da un po’ di anno come recensore per questo tipo di eventi e sono rimasto
colpito, oltre che dal dominio delle enduro stradali di piccola, media, grande dimensione, anche
dall’uso di componentistica stampata in 3D. Sempre presente anche il mondo custom con più di
un padiglione dedicato (tradizionalmente la Fiera di Verona è sempre stata forte in questo ambito)
ed, in generale, un motociclismo vicino ai gusti teutonici. Non mi pare un caso la presenza
compatta di BMW (stand tra i più significativi in cui era possibile apprezzare la nuova BMM F 450
GS) ma anche di KTM e Husqvarna, e questo nonostante (o forse soprattutto) la recente crisi del
gruppo che è stato di Pierer e che per un soffio non ha rischiato di travolgere la controllata MV
(non presente).
Adventouring, la conferma delle cinesi, la nuova imposizione delle indiane, il sempreverde lifestyle
del mondo custom, l’abbondanza di componentistica stampata in 3D, le “piccole” enduro di BMW
e Kawasaki, formazione (complimenti a RoadBook per le conferenze) e viaggi, mi sembrano
queste le cose che mi hanno più colpito durante le ore trascorse a passeggio tra i padiglioni
veronesi.

Nicola Valentini

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