236 Views

G.B. – Gli appassionati di giochi di ruolo, quelli che siedono con gli amici attorno a un tavolo per dar vita a un personaggio da far sviluppare e crescere, sono sempre alla ricerca di nuovi prodotti del genere, di titoli che affrontino ambientazioni diverse, che abbiano meccanismi più o meno complicati, che offrano emozioni e sensazioni di diversa natura. Giocare davvero a un gdr significa far maturare un personaggio, fargli vivere un’avventura che non sia solo di cappa e spade ma che sia anche una crescita emotiva fatta di momenti di successi ma anche di traumi o di eventi che lo segneranno in maniera indelebile. In un mercato che è ricco di prodotti che cercano di offrire una varietà tanto ampia da lasciare ben pochi territori ancora inesplorati arriva The midnight pages, un gioco non solo nuovo, ma anche davvero innovativo, capace di sorprendere con la sua ventata di novità che riesce a stupire il giocatore più esigente.

Per una volta non servono dadi da tirare: il successo non è aleatorio ma determinato dalle scelte e dalle idee dei giocatori, dall’armonia della trama e da quale sia la direzione più interessante da prendere per lo sviluppo di una storia avvincente. Tutto è basato sulla narrazione e sull’interazione dei personaggi. L’obiettivo finale non è vincere, non è risolvere un caso, ma trovare soddisfazione nel dar vita a una evoluzione narrativa.

L’aspetto innovativo comincia già nel packaging: ogni avventura del gioco è presentata in un formato che è quello dei quotidiani degli anni venti del secolo scorso, un richiamo che non si limita solo all’edizione fisica ma anche all’impaginazione e all’editing, alla struttura con cui tutto viene assemblato. Si respira una cura del dettaglio notevole che sottolinea come siano state fatte ricerche storiche per richiamare alla mente proprio le peculiarità dei giornali dell’epoca. Tra le pagine è possibile imbattersi in diversi articoli che offrono molteplici spunti di gioco, diversi casi da affrontare dove non è indicata una soluzione finale ma dove ci sono indizi ed elementi utili per spingere la storia a evolversi in molteplici direzioni che saranno i giocatori stessi a scegliere. Si tratta spesso di eventi veri o che hanno riferimenti a fatti realmente accaduti a cui si potrà dare seguito intraprendendo diversi percorsi: una storia dal sapore squisitamente noir o appartenente al genere crime, una vicenda con elementi esoterici e mistici oppure legata a intrighi politici.

Deve essere chiaro che in The midnight pages non c’è un vincitore: non è necessario trovare la soluzione di un caso o ottenere quella che potrebbe essere considerata una vittoria sul campo. Un evento può restare avvolto nel mistero ma la trama che si è creata attorno essere talmente interessante e avvincente da aver soddisfatto pienamente i partecipanti. Potendolo giocare senza la presenza di un master e non essendo previsti lanci di dadi, le scelte in caso di contrasti sono da affidare unicamente alla cooperazione e al buon senso, selezionando l’opzione che offre maggior credibilità nel contesto e che dia maggior soddisfazione in termini di trama.

Non si tratta però solo di storie. In The midnight pages si trova anche la Storia, quella con la S maiuscola. Il gioco si ambienta negli anni venti del secolo scorso, in quel periodo in cui il primo fascismo si stava imponendo in Italia, quando il re osservava con preoccupazione l’evolversi della situazione politica nazionale e internazionale ma anche gli anni in cui se esprimevi pensieri troppo divergenti da quelli ufficiali rischiavi di venire circondato da qualche uomo in camicia nera pronto a farti cambiare idea.

Ogni giornale ha la sua storia e ambientazione. È possibile immergersi tra le strade di una Torino industriale che all’alba del 23 maggio 1923 si risveglia con La Gazzetta Piemontese che annuncia l’inaugurazione del Lingotto, l’imponente complesso Fiat dove si vanno a costruire automobili per il grande pubblico, il cuore pulsante di una società operaia e manifatturiera. È possibile immergersi tra le notizie dell’edizione straordinaria de La Voce Partenopea, con lo speciale del 24 ottobre 1922 che racconta della marcia delle camicie nere in partenza da Napoli. C’è infine, per il momento, anche il Miyako Shinbun, quotidiano giapponese, che con l’edizione del 20 dicembre 1926 presenta la figura dell’imperatore Taisho in un periodo dove lo stato asiatico vive una forte transizione tra il passato e il futuro. Sono tre diverse ambientazioni che offrono moltissimi spunti di gioco e che tramite il qr code posto al fondo dell’ultima pagina, danno modo di scaricare materiale aggiuntivo come schede dei personaggi, mappe e regolamento.

Le regole non sono complesse ma il gioco richiede una partecipazione attiva, una minima esperienza nel mondo del gdr e la voglia di mettersi in gioco diventando parte integrante di un meccanismo che mira alla costruzione di eventi e di narrazioni dove si coopera con gli altri. Tra sparizioni, omicidi, inaugurazioni, eventi rinviati ed elementi esoterici, tra le colonne dei quotidiani è possibile assaporare ogni genere di avventura, attraversare diversi generi con approcci molteplici che riescono a soddisfare quasi ogni gusto.

Per le sue caratteristiche The midnight pages ha una potenzialità eccezionale che si unisce a un’idea davvero innovativa. Peculiarità che permettono di fare più di quello che si vive attorno a un tavolo: è possibile addirittura calarsi realmente nei panni di uno dei propri personaggi andando a sfondare in un certo senso la quarta parete. Immaginate di dare appuntamento ai vostri compagni di gioco a un bar di piazza San Carlo, il salotto buono di Torino, in una giornata soleggiata. Prendete posto a un tavolino, ordinate un caffè e un cornetto, o meglio ancora un bicerin e della pasticceria secca, e aprite La Gazzetta Piemontese. Leggete uno degli articoli presenti e iniziate a commentare e fare ipotesi con i vostri compagni d’avventura. Ogni tanto lanciate un’occhiata intorno: sia mai che quello che state per dire a bassa voce sia ascoltato da qualcuno che collabora con il governo e che nel giro di pochi minuti attirerebbe le attenzioni di gentiluomini in camicia nera pronti a farvi cambiare l’idea poco prima espressa. Chi è la persona scomparsa all’angolo tra via Po e piazza Vittorio Veneto? Un semplice rapimento per un riscatto o forse una sparizione dettata da forze politiche che non hanno problemi a far svanire nel nulla i dissidenti? E se invece si trattasse semplicemente di un rituale esoterico, di una vicenda legata alle tanto discusse energie magiche che attraversano la città?

Di certo il progetto di Stefania Wolfy Rossini è avvincente e interessante, una ventata di novità che merita di essere provata per quanto non sia certo semplice per persone che non abbiano confidenza con il mondo del gioco di ruolo. Ma una volta che si è superato l’ostacolo della gestione degli eventi e della necessità di creare trame, tutto diventa molto più semplice e immediato, dando vita a storie coinvolgenti ed emozionanti che non mancheranno di divertire e incantare i partecipanti.

Titolo: The midnight pages

Autore: Stefania Wolfy Rossini

Editore: Gamers Hunter Edizioni

Comments

comments