cislmilano(Milano, 3 apr 2014)  – La CISL è molto attenta ai problemi della giustizia e si schiera al fianco della mediazione. Sono chiare le parole di Danilo Galvagni, segretario generale di UST CISL Milano Metropoli, in apertura del convegno “Mediazione sì, ma quale?“, promosso oggi a Milano da Primiceri Editore in collaborazione con la stessa UST CISL Milano Metropoli e SIMED CISL, il sindacato dei mediatori.

Salvatore Primiceri, mediatore e editore, coordinatore dell’evento, ha messo subito in evidenza, nella sua introduzione ai lavori, i problemi della categoria ponendo l’accento sulla necessità di dare dignità alla professione di mediatore e costruire una vera rappresentanza dei mediatori che abbia peso sia nei confronti delle istituzioni ma anche nei confronti degli organismi, dove oggi i mediatori prestano collaborazione.

Primiceri affronta a tutto campo quelli che per lui rappresentano problemi non più procrastinabili. Vanno trovate soluzioni, se necessario anche drastiche. “Non c’era bisogno di leggere l’articolo 30 della proposta di legge sulla negoziazione assistita per capire che strada, da tempo, avevano preso i vertici dell’avvocatura che puntano ad affossare la mediazione. Ce lo dovevamo aspettare“. Nel rapporto con gli avvocati, Primiceri riconosce l’importanza della collaborazione ma i comportamenti di boicottaggio della mediazione attuati da alcuni settori dell’avvocatura, devono spingere il mondo della mediazione a costruirsi al più presto un suo ruolo autonomo ed autorevole dove la dignità di ogni professionista in campo, avvocato o mediatore, venga riconosciuta e rispettata.

Il mediatore deve essere competente in mediazione, in cos’altro altrimenti?“, è la frase con cui Primiceri sottolinea come il mediatore sia un professionista autonomo con una sua specifica formazione che non riguarda le competenze di altri professionisti, come avvocati, commercialisti e psicologi. “Il mediatore indossa il cappello verde della creatività; nei tribunali si indossa il cappello nero della procedura imprigionata dagli schemi“, continua Primiceri citando lo psicologo Edward De Bono. E la creatività, il concetto di pensiero laterale nel ragionare fuori dagli schemi, anche all’interno del mondo della mediazione, diventeranno elementi necessari per affermare l’istituto.

Il tema della retribuzione, della professione e della dignità è particolarmente approfondito da Domenico Mugnano, segretario del SIMED, il sindacato dei mediatori nato in CISL. “Un Mediatore professionista e professionale ha caratteristiche e doti, che si acquisiscono con la preparazione e con l’esperienza. E sicuramente non tutti possono svolgere questo lavoro. Ci sentiamo superiori?  No. Cerchiamo, aspiriamo e vogliamo una specificità, che venga riconosciuta. E da questo riconoscimento deriverà quella dignità, che oggi manca. Questo vale sicuramente per tutte le professioni, per tutti i mestieri, per tutte le attività di lavoro. Anche per le più umili (se esiste questo termine), se oneste” – afferma Mugnano in un passaggio del suo intervento, molto apprezzato dalla platea.

Anche gli altri esponenti della CISL presenti al tavolo dei relatori, Francesco Pompilio e Diego Averna, hanno confermato l’intenzione del sindacato di sviluppare un ampio progetto sulla mediazione che vada proprio nel senso della tutela e della crescita della professione e, al tempo stesso, di rendere la mediazione conosciuta e accessibile al comune cittadino.

In una miriade di associazioni che nascono con il nobile scopo di federare i mediatori e tutelarne gli interessi, purtroppo manca la forza per un’azione efficace di rappresentanza. Solo chi ha una storica esperienza nel campo della tutela dei lavoratori, come la CISL, potrebbe davvero cambiare questo stato di cose e unire la categoria“, commenta Primiceri accogliendo in pieno il progetto della CISL.

Sul tema della rappresentanza nascono proposte come la creazione dell’albo dei mediatori e la necessità che le associazioni di tutela dei mediatori siano diverse da quelle degli organismi.

Sull’ipotesi, volutamente provocatoria, della separazione delle carriere tra avvocati e mediatori é l’avvocato e mediatore Luca Tantalo a smontare l’idea sul nascere: “Non si può fare e l’Europa non ce lo permetterebbe nemmeno. In ogni caso è del tutto controproducente inasprire il rapporto con l’avvocatura con proposte di questo genere“.

Tantalo rassicura sulla negoziazione assistita: “Gli articoli 29 e 30 non passeranno mai“.

Iacopo Savi, avvocato e mediatore, pone l’accento sulla formazione raccogliendo l’impostazione che il mediatore debba essere un professionista preparato in tecniche di negoziazione e non esclusivamente in diritto. “Dalla durata dei corsi di mediatore e aggiornamenti, si evince quale considerazione dell’istituto della mediazione abbia il legislatore” – afferma Savi, giudicando quindi insufficienti i corsi attuali. Molto critico sulla questione dei tirocini: “Non vi è professione, che sia largamente riconosciuta come tale, cui sia imposto tale tirocinio“. E poi il problema della subalternità al processo: “Permettetemi un termine forte, ma talvolta, ripensando a tale previsione, mi sembra che il mediatore sia considerato alla stregua di un utile idiota per lo smaltimento del contenzioso“.

Viviana De Paola, coordinatrice mediatori familiari Cisl, ha affascinato la platea con una relazione sulla gestione emozionale del conflitto sia nella mediazione civile che in quella familiare, utilizzando la metafora.

Massimo Oldani, commercialista, ha poi concluso i lavori analizzando la situazione degli organismi di mediazione. Sul futuro di essi la parola d’ordine è una sola ed è qualità.

Il dibattito ha dato la possibilità a molti mediatori di “sfogarsi” tirando fuori con schiettezza quelli che sono problemi da risolvere se si vuole fare della mediazione una vera professione. Sul banco degli imputati, si era capito, c’è la nuova legge uscita dal Decreto del Fare, vista ormai come insufficiente e persino come una trappola per imbavagliare la mediazione. “Questa è una cosa che non c’entra a niente con la mediazione“, interviene riferendosi all’attuale normativa il dott. Marco Ambrogiani nel dibattito finale, autore di una proposta di legge completamente opposta all’attuale in vigore.

Tutti gli interventi integrali del convegno e le proposte raccolte attraverso un sondaggio on-line verranno contenuti in un prossimo volume che verrà a breve pubblicato da Primiceri Editore.

La mediazione è viva e resiliente. Nonostante i tanti attacchi e problematiche subite, infatti, c’è una base forte che ha voglia di andare avanti con ulteriori investimenti e forza di volontà, convinta che il cambiamento culturale e l’affermazione della cultura della mediazione alla fine prevarranno.

Stefano Bassi

(nella foto, da sinistra: Viviana De Paola, Domenico Mugnano, Luca Tantalo, Salvatore Primiceri, Francesco Pompilio, Iacopo Savi).

 

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