La notizia avrebbe del clamoroso ma é purtroppo confermata da alcuni responsabili di Organismi di Mediazione. E’ Massimo Maria Aprile, presidente di Aprile Group, a prevedere il triste epilogo per una vicenda che sta prolungandosi troppo a lungo, con notevoli perdite economiche per chi nella mediazione aveva investito con convinzione e fiducia.

Dopo il comunicato stampa della Corte Costituzionale in cui veniva annunciata l’illegittimità del d.lgs. 28/2010 per l’eccesso di delega nella parte in cui prevedeva il carattere obbligatorio della mediazione, in molte sedi di organismi sono calate notevolmente le istanze di mediazione e la preoccupazione aumenta. Il sostentamento delle aziende, delle strutture e dei dipendenti é a forte rischio.

Gli Organismi di Mediazione di troverebbero costretti a tagliare i costi e quindi a licenziare i dipendenti. Una soluzione estrema che però potrebbe sortire l’effetto di sollecitare le Istituzioni a trovare una soluzione.

Oggi la Commissione X del Senato ha nuovamente rinviato la discussione sull’emendamento Ghigo alla legge sviluppo, che restituirebbe il carattere obbligatorio (seppur per un periodo determinato) alla mediazione. Tra il mondo della mediazione e parte dell’avvocatura (contraria all’istituto) é in corso uno scontro duro, a volte a colpi di disinformazione. Molte sono le pressioni che i politici stanno subendo dopo che si é diffusa nei giorni scorsi la notizia di una possibile reintroduzione della mediazione obbligatoria.

Le motivazioni della Corte Costituzionale tardano ad arrivare e questo non fa altro che prolungare l’agonia. E’ ormai sempre più chiaro che lo Stato non può permettersi di sottovalutare la questione. Il settore mediazione ha dato lavoro a migliaia di persone, creato entrate per le casse statali. A questo sono da aggiungere i vataggi circa lo snellimento del contenzioso giudiziario, che stavano gradualmente iniziando ad arrivare, finché la Corte non si é pronunciata.

Dopo discussioni e tentativi di trovare una soluzione – afferma Massimo Maria Aprile – ora il limite pare raggiunto e il posto di lavoro di moltissime persone é a concreto rischio.

Salvatore Primiceri

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