pisapiaIl sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, è intervenuto sul suo profilo Facebook in merito alla cancellazione delle trascrizioni dei matrimoni omosessuali regolarmente celebrati all’estero.

Care amiche e cari amici,

in queste ore alcune coppie che si sono regolarmente sposate all’estero secondo le leggi vigenti in quei paesi hanno ricevuto la notifica che la trascrizione del loro matrimonio– che avevo personalmente firmato nella ferma convinzione che questo atto amministrativo sia pienamente legittimo – è stata cancellata come imposto dalla “Circolare Alfano”.
La legge è chiara e prevede espressamente l’obbligo di trascrivere nei registri dello Stato civile le nozze celebrate all’estero, legittime sulla base della norme dello Stato in cui si è celebrato il matrimonio e “che non contrastano con l’ordine pubblico”. La Cassazione ha affermato, anche recentemente, che i matrimoni tra persone dello stesso sesso – che pure non sono previsti in Italia – non contrastano con l’ordine pubblico.
Ma vi è di più, a conferma della illegittimità della decisione del ministro, già vi sono state pronunce della Magistratura, in seguito a cancellazioni delle trascrizioni da parte di Prefetti, in cui si afferma che la Circolare del ministro Alfano e l’intervento del Prefetto “non appaiono corretti sotto il profilo giuridico perché vanno a ledere le prerogative e i compiti propri della Procura della Repubblica ex art. 75 dell’ordinamento giudiziario”. Recentemente la Procura della Repubblica di Udine ha anche confermato che “il dominus dello Stato civile è e resta il Sindaco, il cui ruolo è ampiamente riconosciuto dalla legge, le cui prerogative possono essere corrette solo attraverso un procedimento giurisdizionale ad opera del Giudice”.
La Circolare del ministro è quindi profondamente sbagliata sia dal punto di vista giuridico, che da quello del riconoscimento dei Diritti Civili. Per questa ragione dopo che ci siamo schierati, come Comune di Milano, al fianco delle coppie che – in piena sintonia con la rete Lenford – già hanno presentato ricorso, ci opporremo in tutte le sedi contro una decisione strumentale e discriminatoria.
Il ministro Angelino Alfano si ostina a difendere ideologicamente una posizione illegittima, ancorata al passato e non aderente ai bisogni e alla realtà della società di oggi. Come scrive Neruda in una bellissima poesia “la speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle”. Per questo rinnovo il mio appello al Parlamento affinché, al più presto, intervenga con un provvedimento legislativo complessivo che finalmente allinei l’Italia a quell’Europa dei Diritti cui aspiriamo.
Mi fa piacere che da più parti si chiedano le dimissioni di Alfano. Sarebbe utile quindi che quei parlamentari che credono nel rispetto delle leggi e si oppongono a ogni discriminazione, intervengano in Parlamento con tutti gli strumenti possibili e, se lo ritengono, presentando anche una formale mozione di censura nei confronti del ministro dell’Interno.

P.S.: A chi in buona fede pensa che questa mia posizione apra alle trascrizioni dei matrimoni bigami o poligami, chiarisco – come ho già detto in passato – che questo è del tutto infondato perché queste fattispecie sono considerate un reato dal nostro ordinamento e quindi, ovviamente, sono in contrasto con l’ordine pubblico.

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