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Celine Song ritorna al cinema dopo due anni. Nel 2023 ci aveva sorpreso ed incantati grazie a Past Lives; un film che aveva anche un retrogusto biografico perché anche lei come la protagonista era nata in Corea del Sud e poi era emigrata con la famiglia negli Stati Uniti. Past Lives era il film su un amore mancato, una vita sfiorata che portava dentro una dualità. Mi ricordo ero stata a vederlo in anteprima nazionale e oltre a queste tematiche mi aveva colpito anche visivamente, lasciandomi nella testa molte immagini, dove le proporzioni e le simmetrie la facevano da padroni; quindi anche le aspettative per questo suo nuovo film erano molto alte; assieme ad un interrogativo, si percepirà la mano orientale anche in questo lavoro dove sia l’ambientazione che i protagonisti sono americani?

Non sono rimasta delusa ma anzi. Per quanto riguarda lo stile, Celine Song è rimasta fedele al suo primo lavoro, ho ritrovato una lentezza tipica dei film orientali che serve a sedimentare e a far riflettere lo spettatore ma ho ritrovato anche le sue simmetrie in moltissime sequenze, quasi come una firma invisibile.

Andiamo ora al film, una buona colonna sonora garantisce tensione ed impatto nei punti giusti, il tutto viene ampliato grazie ad un cast di primo livello dove i protagonisti sono Lucy (interpretata in modo pulito ed impeccabile da Dakota Johnson), Harry (Pedro Pascal, che ci stiamo abituando a vedere in sala quasi con cadenza mensile ma che non ci dispiace) e John (Chris Evans). La trama principale è molto semplice, si tratta essenzialmente di una scelta amorosa che deve fare la protagonista: da una parte c’è Harry conosciuto ad una festa, un uomo ricco, di buona famiglia e con una posizione sociale ottima; dall’altro c’è invece John, il suo ex, povero, aspirante attore che non riesce ad avere successo e sbarca il lunario facendo il cameriere.

La posizione di Lucy è egoistica e materialista, cerca prima di tutto l’agio e la sicurezza economica, aveva lasciato John per quel motivo, perché era stanca di una vita mediocre e di stenti mentre desiderava emergere e diventare qualcuno. La pellicola diventa una riflessione su cosa arrivi a contare davvero nella vita, in dove risieda la felicità finale. Un messaggio forse anche trito e ri-trito dove sentiamo la celebre frase “segui il cuore” da quando siamo in culla, che ci viene riproposta in tutte le salse, dalla Disney in su. Il messaggio però non diventa tanto banale quando applicato però alla vita quotidiana.

Vediamo quindi cosa conta davvero, ovvero non la cena di lusso (che scommetto però tutti non andremo mai a disdegnare) però con chi andiamo a farla questa cena; che quindi la felicità può stare anche in un panino alla mortadella mangiato al parco ma se accanto abbiamo la persona giusta per noi.

Messua Mazzetto

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