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112106640-1b05c156-c59c-4b6a-bc97-933b32bcd634(di Sara Passante) Marc Pointud, un esploratore molto conosciuto di 64 anni ha passato due mesi della sua vita nel così detto faro ‘maledetto’ di Tévennec, posto su un’isoletta della costa francese.

Pointud, presidente della ‘Società Nazionale del Patrimonio, Fari e Luci’, ha promosso questo progetto, denominato ‘La luce di Tévennec’ che ha come obiettivo quello di raccogliere fondi per il restauro e la creazione di una residenza nel faro.

Il faro fu realizzato nel 1982 per avvisare i marinai della presenza di una serie di scogli e isolotti nell’area del Raz de Sein. Nel 1910 fu abbandonato definitivamente, da tutti e 23 guardiani che si sono succeduti, a seguito di una serie di fatti inspiegabili. Molti sono stati i casi di dimissioni, di morti misteriose e di guardiani ricoverati nei manicomi. Proprio per questo è il faro è stato ribattezzato ‘maledetto’.

Marc Pointud, si è innamorato del faro nel 2002 tanto da spingerlo a creare l’associazione di cui è presidente, era atteso al faro per la sua permanenza già in occasione del 140° compleanno della struttura che si è tenuto ad Ottobre scorso. A causa del maltempo che rendeva impossibile il raggiungimento dell’isola, Pointud ha deciso di rimandare il suo progetto al 28 Febbraio scorso, giorno in cui è approdato sull’isolotto in elicottero.

Per due mesi l’uomo ha vissuto in poco più di 6mq, a combattere con venti che raggiungevano i 155 km/h, in una struttura umida e fatiscente, al solo scopo di inventariare i danni, ai fini di sensibilizzare i francesi sulle sorti dei suoi fari oltre che per raccogliere fondi che dovrebbero trasformare Tévennec in una casa per artisti.

Pointud  ha fornito ogni giorno informazioni video con la sua escursione al faro. Alla domanda della tv francese su come si svolgano le sue giornate in solitudine ha spiegato: « Scrivo il mio libro, creo i video, mi prendo cura di me stesso, medito, guardo il mare, mi godo i luoghi, non faccio nulla, leggo». E ancora: « I fantasmi? Se ne vedrò uno cercherà di fotografarlo…».

La sua avventura in solitaria gli ha permesso di quantificare ciò che servirà per ristrutturare il faro, ovvero 200 mila euro, inoltre, ha permesso in effetti, così come voleva Pointud, di far conoscere a tutto il mondo una struttura straordinaria come il faro di Tévennec, luogo difficile da raggiungere ma che consente un lungo dialogo con se stessi.

Marc Pointud spera inoltre che in questo modo le persone siano più sensibilizzate verso i luoghi abbandonati e che le donazioni possano portare a termine la sua missione.

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