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“E’ giallo sull’inspiegabile scomparsa dei debiti contratti negli anni dalla società ‘Made in Museum’, fondata dall’ex moglie del Ministro Vittorio Grilli, e sull’enorme generosità delle banche nei confronti di Lisa Lowenstein, che negli anni ha misteriosamente ricevuto finanziamenti a pioggia.

Se il Governo vuole sciogliere questo enigma, cominci ad invitare il Ministro dell’Economia alle dimissioni”. Lo afferma, in un’interrogazione parlamentare, il Capogruppo dell’Italia dei Valori in Commissione Finanze al Senato, Elio Lannutti. “Nel 1998 – aggiunge – la neonata società di produzione e vendita di oggetti turistici della Lowenstein registra 71 mila euro di perdite. Eppure ottiene ben 266 mila euro di finanziamenti da Bnl e Unicredit. La stranezza si ripete l’anno successivo quando, nonostante le perdite tocchino quota 129 mila euro, viene concesso un credito di 723 mila euro, grazie anche a Banco di Sicilia, Banca nazionale dell’Agricoltura e poi Antonveneta. Evidentemente le banche, che non concedono un euro a famiglie e imprese, credono ciecamente nel talento imprenditoriale della moglie del dirigente del Tesoro. Puntualmente però la signora Lowenstein chiude il bilancio 2002 con un debito di 2,3 milioni di euro. E qui il mistero si infittisce: dalla nota integrativa scompare, senza lasciare alcuna traccia, la specifica delle banche esposte con la società. Nei dieci anni successivi la società stessa sparisce dal mondo del visibile, non è dato sapere se qualcuno abbia pagato i 2,3 milioni di debiti né se le banche abbiano fatto qualcosa per recuperare dalla coppia Grilli-Lowenstein il denaro così abbondantemente prestato. L’Esecutivo trovi la soluzione del giallo – conclude Lannutti – rimuovendo il Ministro dell’Economia dal suo incarico”.

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