(di Sara Passante) Luzon, isola più grande delle Filippine, ha la più grande concentrazione di mammiferi endemici, ovvero esclusivi di quel territorio, al mondo. Per questo motivo può essere considerata un vero e proprio tesoro biologico.
A sostenerlo è lo studio ‘Doubling diversity: a cautionary tale of previously unsuspected mammalian diversity on a tropical oceanic island’ condotto, a partire dal 2000, dagli scienziati del ‘Field Museum’ di Chicago, in collaborazione con scienziati filippini, e successivamente pubblicato su ‘Frontiers of Biogeography’, la rivista scientifica della ‘Società Internazionale di biogeografia’.
Gli scienziati, durante i 15 anni di studio, sono andati in cerca del luogo, del nostro pianeta, con la più alta concentrazione di specie di mammiferi unici. Sono arrivati alla conclusione che a Luzon vivono 56 specie di mammiferi, esclusi i pipistrelli, 52 delle quali endemiche. Infatti in 93% dei mammiferi terricoli individuati non si trovano in nessuna altro posto della Terra.
Ciò che rende speciale Luzon è il fatto che non si tratta di un’isoletta, avendo una superficie di circa 105 Km quadrati, inoltre non è mai stata collegata alla terraferma, come invece è successo alle Hawaii. Proprio per questa caratteristica tutti gli animali, giunti sull’isola via mare dal continente asiatico, si sono riprodotti accelerando il processo di evoluzione che li ha portati a formare specie nuove e diverse, agevolati dall’assenza di predatori.
Inoltre si tratta di un isola montuosa, con barriere naturali che creano delle isole all’interno della stessa isola, e ricoperta da foreste. Questo ha favorito piccole tasche di biodiversità con habitat differenziati che imprimono alle specie delle pressioni evolutive ancora più stringenti.
A prova di ciò, durante lo studio, gli scienziati hanno scoperto 28 nuove specie. Tra queste quattro tipi di topi con baffi molto lunghi, che si estendono per tutta la lunghezza del loro corpo, e cinque topi che sembrano toporagni e che si nutrono di lombrichi. Proprio per questo motivo Luzon può essere considerata un vero e proprio esempio di evoluzione insulare.
Per quanto riguarda le specie non uniche invece è stato trovato il pipistrello dei bambù minore, il quale deve il suono nome al fatto che per le sue dimensioni riesce a vivere all’interno dei bambù, e la volpe volante dal capo dorato, il pipistrello più pesante del mondo.
Spesso le specie insulari sono però a rischio di estinzione. Questo pericolo è dovuto a diversi fattori i quali sono spessi causa dell’uomo. Infatti il maggior pericolo deriva da altre specie arrivate sull’isola per scelta, o per errore, dell’uomo. Altri fattori di rischio sono la caccia, l’inquinamento e il cambiamento climatico.
Per poter salvare queste specie uniche, portateci da millenni di evoluzione, bisognerebbe salvaguardare l’ambiente, ‘eliminare’ le specie invasive e tutelare quelle autoctone.


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