Roma, 26.11.2021. Confederimprese, la Confederazione che tutela la categoria degli imprenditori e rappresenta il punto di riferimento per le piccole e medie imprese che operano in Italia e all’Estero,  scende in campo proponendo un nuovo modello di welfare a sostegno delle tante imprese vittime di una crisi senza precedenti.

“La pandemia dovuta al Covid-19 ha pesantemente condizionato l’attività economica delle piccole e medie imprese – afferma Luca Silvestrone, Presidente Nazionale di Confederimprese – Le pmi stanno attraversando un momento difficile, iniziato con le scellerate politiche del Governo Conte. Oggi abbiamo Mario Draghi alla Presidenza, un gigante rispetto a Conte, ma che non accetta critiche, della serie “non disturbate il manovratore”. Noi non siamo una categoria protetta che ha bisogno di sostegni perché  lavoriamo, produciamo e paghiamo le tasse. Siamo noi che sosteniamo lo Stato, non viceversa. Però dobbiamo essere messi nelle condizioni di poter lavorare. La burocrazia ci uccide, i vincoli ci strozzano, ed il regime fiscale non è più sopportabile”. “Occorre – continua il Presidente – un nuovo modello di welfare che deve essere capace di creare occasioni di sviluppooccupazione e risorse, coinvolgendo sinergicamente tutti gli “attori” dei settori produttivi, che  possono intervenire strutturalmente per rilanciare l’economia. Nessuno si rende conto – incalza ancora Luca Silvestrone -, che il mondo del lavoro e delle attività sta cambiando, che muoiono alcune professioni e ne nascono di nuove”.

Il presidente Luca Silvestrone evidenzia, poi, l’inutilità di rifinanziare il reddito di cittadinanza a queste condizioni, una misura inutile e dispendiosa, che dovrebbe essere utilizzata solo per alcune categorie protette, proponendo di modificare uno strumento obsoleto come la cassa integrazione.

“Il reddito va concesso solamente a persone in evidente stato di difficoltà, utilizzando le risorse per formare le persone disoccupate ed inserirle nel mondo del lavoro, così come occorre prevedere sgravi sulle assunzioni, riduzione del costo del lavoro, e una misura che preveda un abbattimento del regime fiscale, ormai non più sopportabile. Allora perché continuare ad utilizzare uno strumento obsoleto come la cassa integrazione che produce decifit per lo Stato e nuova povertà per chi esce dal mondo del lavoro, e non ci rientrerà? Perché non investiamo per pagare a queste categorie corsi di formazione per lavori ricercati, in modo tale che, alla fine del percorso, queste persone possano essere ricollocate immediatamente? Invece spendiamo miliardi per far deprimere, a casa, lavoratori che sanno che non saranno più riassunti. Con la riforma della cassa integrazione avremmo nuovi lavoratori e meno disoccupati mantenuti dallo Stato. I soldi ci sono, vanno solo gestiti e ripartiti meglio”.  “Per esempio il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, ha affermato che darà un premio di 360 euro ai netturbini che saranno presenti al lavoro, invece che stare in malattia. Quindi se un lavoratore è realmente malato, viene discriminato perché non può avere il premio. Ed invece di punire i finti malati e i dottori compiacenti, premia chi fa ciò per cui è pagato: lavora. L’Italia che va al contrario”. “Ci muoveremo a tutti i livelli politici – conclude il Presidente – per aiutare le imprese che vivono le stesse difficoltà e che possono salvarsi unicamente se, il Presidente Draghi ed il suo Governo, faranno un atto di coraggio ed un balzo verso il futuro”.

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