Dopo la sofferta vittoria contro la Spagna, gli Azzurri sono pronti a superare l’Inghilterra per laurearsi Campioni d’Europa

Un passo ancora e ci siamo, perché il tetto d’Europa ormai è lì davanti a noi. Arrivare sino a questo punto ha rappresentato uno sforzo notevole, ma non possiamo fermarci proprio adesso, non ora che siamo in finale di Euro 2020 contro l’Inghilterra. Abbiamo talmente empatizzato con la Nazionale di Mancini che ormai crediamo di essere noi i protagonisti che scenderanno in campo domenica sera per l’atto finale dell’Europeo più emozionante degli ultimi anni! Questa è pura magia, pura magia che il gruppo azzurro ha saputo regalarci giocando sempre compatto e superando ogni difficoltà come una vera squadra. Un messaggio bellissimo che è arrivato a noi, a voi e a tutti gli italiani che ora sognano di laurearsi Campioni d’Europa. Perché il nostro paese insieme a questi ragazzi ormai è una cosa sola. Certo ora viene il bello perché ad attenderci a Wembley è la padrona di casa, l’Inghilterra, che grazie alla spinta del suo pubblico scenderà in campo in 12 invece che in 11. Batterla sarà un’impresa, l’ennesima impresa italiana e all’italiana. Ma come siamo arrivati fino alla finale di Euro 2020? Per riscoprirlo o scoprirlo, ripercorriamo insieme il cammino della squadra di Mancini per poi focalizzarci sui Tre Leoni. In questo modo avremo il tempo sufficiente per prepararci per la sfida più importante, che non giocheremo noi anche se non sembra.  

Spagna e Austria le avversarie più toste

Gli Azzurri dopo aver dato lezioni d’italiano a Belgio, Austria, Galles, Svizzera e Turchia, vittime sacrificali del nostro bel gioco, è riuscita a darne una anche alla Spagna. La lezione in questo caso specifico non ha avuto come argomento principale il bel gioco ma il cuore, il cuore immenso che ci ha permesso di resistere alle Furie Rosse per 120 minuti superandoli poi alla lotteria dei calci di rigore. È stata durissima e non lo si sapeva, nel senso che la Roja prima di incontrare la formazione allenata da Mancini aveva sempre deluso. Dopo i primi due brutti pareggi contro Svezia e Polonia, è riuscita ad acciuffare per un pelo la qualificazione agli ottavi di finale battendo la Slovacchia. Un miracolo. Poi contro la Croazia non aveva brillato, e non aveva nemmeno brillato contro la Svizzera, eppure è stata bravissima nel calciare i rigori, quegli stessi rigori che sono stati una sentenza di condanna contro l’Italia. Il dio del pallone si è decisamente divertito con le Furie Rosse, prima elargendo fortuna e poi riprendendosela proprio sul più bello. La squadra di Luis Enrique per come ha giocato fino ai quarti non avrebbe meritato di arrivare in semifinale, ma in semifinale per le occasioni da goal create, per il possesso palla e per la manovra veloce e fluida forse avrebbe meritato di arrivare in finale. Meglio così per l’Italia in “fiesta” dopo il tiro mancino, pardon Mancini, ai suoi danni. Quella con la Spagna è stata la partita più bella di Euro 2020, forse anche perché infinita: infinita per gli avversari, visto che il pallone nonostante un tiki-taka forsennato non voleva proprio entrare, salvo all’80° del secondo tempo grazie a Morata, e infinita per noi italiani, che per due ore abbiamo sofferto davanti alla televisione le sfuriate nemiche. Poi i tiri dal dischetto, che hanno sancito la vittoria della nostra Nazionale, una Nazionale operaia, caparbia e resiliente come non si vedeva da tempo, capace di gettare il pallone oltre l’ostacolo e ora pronta ad aggiudicarsi l’Europeo visto che è la favorita numero uno nonostante la presenza ingombrante dell’Inghilterra in finale. Puntare sugli Azzurri Campioni d’Europa ormai non è più un azzardo, considerando che dove non arriva il bel gioco arriva l’intensità agonistica, e se poi si approfitta degli interessantissimi bonus scommesse messi a disposizione…Detto questo, ricordiamo che l’Italia non ha sofferto solo contro la Spagna anche contro l’Austria, in quel caso però non a causa di velocità e palleggio. Contro la Nazionale allenata dal c.t. Franco Foda siamo andati in difficoltà, soprattutto nella seconda parte della gara, per l’intensità e l’atletismo dei suoi uomini; gli austriaci arrivavano sempre per primi sul pallone e in aggiunta si chiudevano a riccio quando quel pallone non lo avevano tra i piedi. Risultato: Italia un po’ nervosa e a tratti un po’ sfilacciata perché alla ricerca di un goal che tardava a essere realizzato. Per fortuna ci ha pensato Pessina a risolvere la pratica!

Con Belgio, Galles, Svizzera e Turchia le partite più belle

Se con Spagna e Austria gli Azzurri hanno faticato, così non è stato con Belgio, Galles, Svizzera e Turchia. Lukaku e compagni nel primo tempo della gara dei quarti di finale sono stati letteralmente dominati e domati grazie a Barella e a Insigne, supportati da un centrocampo impeccabile nell’impostare le ripartenze con il gioiellino Jorginho e da una difesa impeccabile nel favorire le chiusure. Il secondo tempo è stato poi un pro forma, con qualche brivido per carità ma comunque un pro forma. Un pro forma sono state di sicuro le sfide disputate contro Galles, Svizzera e Turchia durante le quali la nostra Nazionale non ha incontrato nessuna difficoltà. Per noi 7 goal segnati e 0 subìti.

E ora l’Inghilterra di Kane e Sterling

Spinta dal pubblico e dalle sue stelle più luminose, Kane e Sterling, l’Inghilterra è arrivata con merito in finale a Euro 2020. Squadra abituata a ripartire e poco propensa a curare nei dettagli la fase difensiva sebbene abbia preso un solo goal fin ora, quello contro la Danimarca in semifinale, sarà un avversario non semplice da superare per l’Italia. Non semplice perché ha classe da vendere e allo stesso tempo è molto fisico. E la nostra Nazionale, come abbiamo visto, contro le squadre fisiche fa molta fatica. Occhio anche alla reattività dei Tre Leoni sulle palle inattive, Tre Leoni che per fortuna il tiki-taka non sanno nemmeno cosa sia! Una bella notizia per la Nazionale di Mancini che non vede l’ora di compiere l’ultimo passo e guardare tutti dall’alto al basso perché ha finalmente raggiunto il tetto d’Europa.

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